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Pd Cerveteri: saltano i patti di lealtà

Pd Cerveteri: saltano i patti di lealtà

È caos di ruoli nel circolo. Nuovo attacco al segretario . I dissidenti: «Maugliani al centro di forti pressioni». Gnazi: «No a comunicati a nome Pd»

CERVETERI – Dopo pochi giorni di tregua si torna in trincea all’interno del partito democratico. Il gruppo “Unità Democratica” (di cui i diretti interessati si sono rifiutati di fornire le identità) torna ad attaccare pesantemente non solo il segretario di circolo Alessandro Grazi, ma anche i vertici provinciali e regionali. Nel comunicato diramato nella mattinata di ieri non si esita ad utilizzare toni pesanti dichiarando che Maugliani ed altri sarebbero evidentemente al «centro di forti pressioni» rispetto al pronunciamento sull’operato di Zingaretti e Quintavalle sulla Casa della Salute di Cerveteri-Ladispoli. Costretto di nuovo alla replica il segretario del Circolo Alessandro Gnazi che ha dovuto prendere posizione rispetto alla nota di Unità Democratica. Nel comunicato il segretario non esista a diffidare il gruppo dissidente «dal continuare a diffondere comunicati stampa per il tramite di Sergio Marini su carta intestata del Pd». Nel circolo sembra essere saltato qualsiasi patto e ruolo, tanto che i documenti del direttivo del 12 gennaio, redatti dal segretario amministrativo Maurizio Falconi, circolano liberamente nelle redazioni dei giornali con il fine di screditare la posizione del segretario Gnazi rispetto alla posizione sul Pit. Una situazione di complessivo imbarazzo che potrebbe portare a dei provvedimenti al fine di ristabilire un minimo di ordine. La privacy del circolo sembra ormai essere venuta meno e con essa anche la capacità di discutere serenamente le linee strategiche da prendere sugli argomenti fondamentali che tengono banco nella politica cerveterana. Nel frattempo però questa grossa spaccatura non si sarebbe tradotta in un assalto al circolo. Non risultano infatti in programma mozioni di sfiducia o azioni plateali anche alla luce del fatto che il gruppo di dissidenti al momento rappresenterebbe circa un terzo del direttivo. L’impressione è che il terremoto di questi giorni derivi dalla decisione del segretario di smarcarsi dalle pressioni di una parte del circolo che negli ultimi mesi aveva trasportato i democratici verso iniziative discutibili. Se nei prossimi giorni la guerra esterna non si tradurrà in una lotta interna al circolo, l’impressione è che qualcuno stia già pensando autonomamente alle elezioni del 2017, cercando di strappare verso una formazione bipartisan il maggior numero di voti Pd, operazione già rivista alle ultime elezioni del 2012.

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