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San Nicola: c’è la nuova convenzione

San Nicola: c’è la nuova convenzione

Il Consorzio provvederà alla gestione e manutenzione delle opere già realizzate. Gli interventi straordinari passano al Comune

LADISPOLI – È stata presentata giovedì in commissione la nuova convenzione tra Comune di Ladispoli e consorzio San Nicola.

La nuova convenzione «ha per oggetto la gestione e la manutenzione ordinaria delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria (ad esclusione della rete fognante) già realizzate dai lottizzatori a cui provvederà direttamente il Consorzio di Marina di San Nicola per tutta la durata della presente convenzione, mentre la manutenzione straordinaria delle stesse passerà al Comune di Ladispoli contemporaneamente al loro trasferimento in proprietà».

La convenzione avrà durata fino al 31 dicembre 2020. Nella convenzione è previsto anche un cronoprogramma dei lavori che il consorzio dovrà realizzare come, ad esempio, il cavalcaferrovia ed il cavalcavia sulla via Aurelia; gli impianti e le strutture relativi alla rete elettrica;la rete viaria, la rete idrica e le strutture ad essa connesse, la sede consortile, già realizzata e annoverabile tra le opere di urbanizzazione secondaria e che verrà destinata dall’amministrazione comunale a sede di uffici comunali posti al servizio del territorio di Marina di San Nicola. Il Comune di Ladispoli, a fronte della gestione diretta e della manutenzione ordinaria delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria già realizzate dal Consorzio di Marina di San Nicola provvederà, a partire dall’anno 2016, all’erogazione a favore del Consorzio di Marina di San Nicola di un contributo economico che è stato stimato, in via forfettaria, in 120.000,00 euro annui. Fermamente contraria alla nuova convenzione la consigliera Franca Asciutto la quale già più volte durante l’iter ha espresso la sua contrarietà.

«Torno a ribadire – ha dichiarato la consigliera – che la convenzione sarebbe dovuta terminare con l’esaurimento degli spazi edificabili. Non capisco il senso di far realizzare al consorzio delle opere che poi passeranno al comune, elargendo comunque una cospicua somma annua».

«Se si tratta di preservare i lavoratori – ha continuato Asciutto – si poteva costituire una cooperativa di lavoratori che come le altre cooperative avrebbe potuto partecipare alle gare d’appalto».

Davide Perticara

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