Pubblicato il

Bi-Lab, i dipendenti: "Siamo senza lavoro solo per giochi politici"

Bi-Lab, i dipendenti: "Siamo senza lavoro solo per giochi politici"

Dopo il licenziamento degli otto lavoratori del Consorzio di Gestione dell'Osservatorio Ambientale, ora 9 cassaintegrati per la società che si occupava della manutenzione delle centraline, sostituita da una azienda non locale. Con il paradosso che comunque sarà sempre Enel a finanziare il funzionamento della rete di monitoraggio. Lettera aperta alla città

CIVITAVECCHIA – “Marciamo per la salute? Sì, ma intanto noi si va tutti a casa, senza ragione”. È la conclusione a cui sono arrivati i nove dipendenti della Bi-Lab, la ditta che si occupava della manutenzione delle 11 centraline del consorzio per la gestione dell’Osservatorio Ambientale, che dal 1° febbraio prossimo saranno in cassa integrazione. Nove dipendenti che si aggiungono agli otto licenziamenti all’interno del consorzio stesso, a seguito della decisione del Comune di Civitavecchia di uscirne fuori e tornare proprietario delle 11 centraline della rete della qualità dell’aria.

“Sono vent’anni che ci occupiamo con dedizione, scrupolo e coscienza, del controllo della qualità dell’ aria che respiriamo anche noi, a Civitavecchia – hanno scritto i nove dipendenti Bi-Lab in una lettera aperta alla città – ed è per questo che ci preme raccontare cosa sta succedendo al di fuori di ogni possibile strumentalizzazione politica e senza avere l’arroganza di giudicare l’operato di nessuno, ma fornirgli le armi per meglio comprendere il peso e le conseguenze di certe decisioni che saranno probabilmente prese a Roma entro fine mese. Prima del 28 ottobre 2015 – hanno ricordato – il controllo della qualità dell’aria nel territorio era possibile per mezzo di 17 centraline, di cui 6 gestite da Arpa Lazio e 11 gestite dal Consorzio, oggi a rischio chiusura per decisione unilaterale del Comune di Civitavecchia. Oggi lo stesso controllo è affidato solo a 6 centraline, in attesa che almeno uno degli enti preposti (Osservatorio Regionale o direttamente Arpa Lazio) decida cosa fare in merito. In ogni caso, comunque vada, sarà sempre Enel a pagare gli oneri derivanti dalla gestione e manutenzione di tali centraline quindi nulla è cambiato se non che tale controllo oggi è meno capillare e pertanto meno significativo”.

Per le 6 centraline direttamente gestite da Arpa Lazio la manutenzione è affidata a ditta privata, non locale, “come estensione contrattuale – hanno spiegato  – della rete regionale di monitoraggio, e così quindi sarà anche per le altre 11, sempre che si riesca a rimetterle in piedi. Le 6 centraline gestite direttamente da Arpa Lazio costano ognuna 77 mila euro l’anno, mentre i costi di gestione delle 11 affidate al Consorzio erano pari a 28mila euro l’una. Noi ci chiediamo, forti della nostra ventennale esperienza e delle certificazioni ottenute nel tempo: per quale motivazione il controllo della qualità dell’aria si pensi possa diventare migliore, dal momento che comunque la manutenzione sarà affidata a soggetti privati (esattamente come ora) che continueranno ad essere pagati da Enel (esattamente come ora), con l’unica differenza che fino a fine anno la manutenzione dava lavoro a nostri concittadini, mentre attualmente non da’ lavoro a nessuno e in futuro, forse, lo darà a ditte che non hanno sede a Civitavecchia, che attualmente costano di più”.

Tra l’altro i nove dipendenti ricordano come la Bi-Lab srl fin dal 2009 abbia sottoscritto un protocollo, validato proprio da Arpa Lazio, che sancisce le metodiche per il controllo e la validazione dei dati al fine di renderli utilizzabili per gli scopi di legge. “Da 6 anni tali dati sono stati quotidianamente trasmessi ad Arpa Lazio – hanno aggiunto – che li ha inseriti all’interno del proprio sistema previsionale regionale, a conferma della qualità e dell’utilità del servizio svolto. Nella confusione attuale la città è stata privata di quegli strumenti che fino a ieri erano stati considerati da tutti necessari e indispensabili (le 11 centraline attualmente non funzionanti) e tutte le fonti inquinanti che incidono negativamente sulla qualità dell’aria che respiriamo continuano a farlo, ma con meno possibilità di controllo rispetto a prima. La documentazione che prova quanto sopra esposto è stata ufficialmente consegnata al Sindaco, ma ad oggi il risultato è che comunque 17 suoi concittadini sono rimasti senza lavoro. Qualcuno nutre dei dubbi sulla nostra capacità di effettuare una corretta manutenzione? – si chiedono allora i dipendenti prossimi alla cassa integrazione – vi invitiamo a visitare il nostro stabilimento, invitiamo se necessario la stessa Arpa Lazio a tornare nuovamente da noi e rinnovare il protocollo già siglato nel 2009. Fateci fare il nostro lavoro, che lo sappiamo fare bene: sono vent’ anni che noi “marciamo per la salute”, la vostra e la nostra, perché respiriamo la stessa aria, e non abbiamo nessun interesse a far finta che sia migliore. Al contrario: operando un controllo attento difendiamo la nostra stessa vita e quella dei nostri figli. Ci dispiacerebbe scoprire che per meri giochi politici saranno altri a fare il nostro lavoro, ci dispiacerebbe andarcene a casa non perché non abbiamo lavorato bene ma perché, per motivazioni a noi oscure, è stato deciso di non impiegare una ditta locale di comprovate capacità manageriali e professionali”.

ULTIME NEWS