Pubblicato il

«Emergenza sociale, le istituzioni latitano»

«Emergenza sociale, le istituzioni latitano»

Grido di allarme delle associazioni umanitarie di fronte alla crescente richiesta di aiuti anche a causa del freddo. Humanitas e Animo: «Siamo solo noi volontari a darci da fare»

LADISPOLI – Aumenta sempre di più l’emergenza sociale a Ladispoli. Una situazione divenuta nel tempo insostenibile. Ed in questi giorni, oltre alla mancanza di servizi adeguati, sussidi, si è aggiunta anche l’emergenza freddo: famiglie, bambini, anziani che dormono in strada nonostante le basse temperature. E le istituzioni sono assenti. Una denuncia forte quella che arriva dalle associazioni Humanitas e Animo di Ladispoli che hanno visto nel tempo, mese dopo mese e anno dopo anno, l’aumentare delle richieste di aiuto, non solo da parte di barboni o stranieri, ma anche da famiglie di Ladispoli che si sono ritrovate senza stipendi o case dove vivere. Un grido di allarme lanciato alle istituzioni. L’ennesimo. L’ultimo caso di questa emergenza si è verificato venerdì sera: una famiglia con due bambini di 3 e 5 anni che si sono rivolti la sera a Humanitas per chiedere coperte e vestiti pesanti perchè la notte precedente avevano dormito per terra e i bimbi avevano avuto freddo. «Il bambino si è attaccato al mio collo piangendo – ha detto Ida Rossi di Humanitas – e mi pregava di non farlo andare a dormire fuori. Non ho potuto far finta di nulla e ho pagato loro un B&B per farli dormire al caldo. Ma ho solo tamponato l’emergenza, serve un’azione concreta. Ormai non si può più fare una distinzione tra i cittadini di Ladispoli e i profughi». «A Roma – continua la Rossi – il Comune ha attivato le procedure di emergenza freddo aprendo tutti i locali per accogliere le persone. A Tarquinia e Cerveteri nei supermercati sono state fatte raccolte alimentari. E a Ladispoli? In settimana ho cercato di parlare con il sindaco, ma era troppo impegnato e non sono riuscita a prenderci un appuntamento. Gli assistenti sociali ancora non ci stanno. Il loro contratto è terminato e non è stato ancora rinnovato. Senza di loro non si può neanche pensare di trovare sistemazione a delle persone in case famiglia. Ladispoli è quindi un comune virtuoso? E un comune virtuoso fa morire le persone per strada? Fino a tre anni fa stavo sotto i ponti ad aiutare i barboni distribuendo minestre calde. Ora ad aver bisogno sono le famiglie della mia città».«Humanitas e Animo – dichiara Gianfranco Marcucci – non hanno mai chiuso le porte a nessuno, hanno sempre teso una mano anche, e soprattutto, quando dovevano essere le istituzioni a farlo. Però sono le due associazioni che a maggio dovranno lasciare le loro sedi e finire anche loro in mezzo ad una strada. Animo fornisce ogni giorno kit a famiglie di Ladispoli. Nessuno ci aiuta, siamo solo noi volontari a darci da fare per tamponare le emergenze che aumentano giorno dopo giorno senza trovare mai una soluzione stabile. Siamo soli». «Vista la situazione drammatica da un’amministrazione che si professa di centrosinistra – ha continuato Marcucci – si aspetta collaborazione e sostegno ai volontari delle associazioni. Per adesso dal Comune abbiamo ricevuto solo silenzi. Soprattutto in riferimento alla questione della sede». «In settimana è mancato il latte – denuncia Rossi – e ho fatto di tutto per fare arrivare un’ingente quantità di latte; sono mancate le coperte e una persona si è resa disponibile a fornirmele; manca sciroppo per la tosse e antipiretici sono andata a chiederli in farmacia a titolo gratuito e me li hanno dati. Le persone sanno aiutare. Sono le istituzioni che non si fanno avanti».

ULTIME NEWS