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Agraria, congelate le commissioni

Agraria, congelate le commissioni

L’amministrazione Blasi ha rigettato la richiesta dell’opposizione sulla convocazione del consiglio ad hoc. Per il centrodestra: «È un ricatto». Intanto tiene banco la lettera anonima di ''Pasquino''

TARQUINIA – La politica tarquiniese finisce nel lessico ironico e scanzonato di un anonimo cittadino che ha fatto recapitare una lettera presso l’abitazione di un parente di Manuel Catini, il consigliere all’Università Agraria di Tarquinia, presentatosi alle recenti elezioni quale candidato presidente per il centrodestra. Per il giovane, ‘‘fio de cucuzzella’’, che per un soffio ha mancato la conquista della poltrona più alta di via Garibaldi, l’invito a lasciar perdere e ad andare a lavorare. Ma nel mirino di ‘‘Pasquino’’ anche il vicesindaco Renato Bacciardi ‘‘fio der toscano’’ che ‘‘se crede d’esse il padreterno…. S’è bevuto er cervello’’, in riferimento alle battaglie interne alla maggioranza di centrosinistra in seno all’Agraria, dove Bacciardi la fa da padrone, avendo ottenuto più consensi del Pd. La lettera anonima sta facendo il giro della città, tra commenti e ipotesi su chi possa averla confezionata. «‘‘Ora come allora’’…È sempre lei, la famosa macchina da scrivere che colpisce senza ritegno chi si occupa di ‘‘Politica’’ e della città – commenta Catini su Facebook – Cambiano i titoli, cambiano le persone ma i contenuti sono sempre gli stessi, offensivi e denigratori. Torna il famoso Pasquino con il titolo ‘‘Chiacchiere da bar’’ e questa volta sono stato la sua vittima. Alcune precisazioni, sperando che legga o che gli arrivi il mio messaggio. Ho fortunatamente un lavoro che mi permette di non vivere di politica. Il 48% dei cittadini mi ha dato la fiducia per diventare presidente, segno che la candidatura era giusta e condivisa. Continuerò il mio percorso senza vergogna e sempre con la mia faccia, sicuro di tante persone che mi vogliono bene». Ironia a parte, di uno o dei tanti Pasquino, a Tarquinia la questione interna all’Università Agraria pesa come un macigno sulla testa dei cittadini, ancora una volta in balìa dei giochi di forza che nulla hanno a che vedere con l’amministrazione di un ente di uso civico. Ne è la conferma la comunicazione dell’ente, proprio nella giornata di oggi, ai consiglieri d’opposizione in merito alla loro richiesta, datata 14 gennaio, di convocazione del consiglio di amministrazione per la nomina delle commissioni consiliari. Niente da fare: l’amministrazione Blasi risponde ‘‘picche’’. Il presidente Blasi e il consigliere anziano Bacciardi, in veste di presidente del consiglio, prima spiegano che «l’istituzione delle commissioni è facoltativa», poi aggiungono pure: «Tuttavia, l’ipotesi di costituzione delle commissioni consiliari di cui possa avvalersi il consiglio nell’esercizio delle proprie attribuzioni, verrà successivamente esaminata da questa amministrazione, ma risulta logico ed opportuno provvedere preventivamente alla elezione del presidente del consiglio, affinché si completi e perfezioni la ricostituzione del supremo organo collegiale dell’ente». «Per tale motivo – conclude la lettera – la vostra istanza di convocazione del consiglio, attualmente deve ritenersi rigettata». Insomma, in un colpo solo la ‘‘maggioranza’’ di centrosinistra sconfessa se stessa su tutti i fronti. Non ha i numeri per eleggere il presidente del consiglio (unica opportunità rimasta al Pd di avere un’altra rappresentanza nell’ente oltre al presidente Blasi); quindi punta alla modifica dello statuto, che lo stesso centrosinistra ha voluto e votato appena otto mesi fa, ammettendo di avere sbagliato; poi dice pure che non farà le commissioni consiliari fino a che non sarà eletto il presidente del consiglio, di fatto – considerati i tempi -, congelando la questione di almeno un paio di mesi, fino a primavera; ma anche e soprattutto sconfessando l’importanza dello stesso Renato Bacciardi che, seppure non eletto, dovrebbe essere pur sempre un presidente del consiglio a garanzia della maggioranza. Tuonano senza appello gli esponenti di centrodestra: «Ecco chi è alla guida dell’Università Agraria e della città. Cari signori democratici, ma non vi vergognate? – commenta il consigliere Alessandro Guiducci – Non vi rendete conto di quale squallido ricatto ci state sottoponendo, ci state dicendo chiaramente ‘‘non facciamo le commissioni consiliari se prima non ci fate votare il presidente del consiglio. C’è una bella differenza però: le commissioni servono a snellire il lavoro del consiglio e non sono retribuite; il presidente del consiglio non è necessario eleggerlo dato che ce n’è già uno in carica, quale consigliere anziano, ed in più viene remunerato a spese dei cittadini. Ma non avevamo alcun dubbio che questo fosse il vostro unico pensiero». Non è da meno lo stesso Catini: «In sostanza l’amministrazione Blasi ci ha detto: le commissioni sono facoltative, però le facciamo dopo che abbiamo eletto il nostro presidente del consiglio con la modifica allo statuto che abbiamo fatto per vincere le elezioni. Ditemi voi se questa non è una vergogna».

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