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Centraline: l'Arpa utilizza già i dati

Centraline: l'Arpa utilizza già i dati

Manuedda li giudica inaffidabili ma la Regione continua a farvi riferimento per un modello previsionale di qualità dell’aria, attraverso il progetto "Lacost" del 2014. Intanto Mirko Mecozzi esprime solidarietà a Bi-Lab e auspica un ripensamento dell'amministrazione comunale

CIVITAVECCHIA – I dati raccolti dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria sono attendibili o no? Il Comune ha deciso di  farsi fuori dal consorzio per la Gestione dell’Osservatorio Ambientale, contestando anche i dati raccolti attraverso le 11 centraline oggi tornate in possesso del Pincio per essere poi sottoposte, molto probabilmente, all’Osservatorio Regionale e quindi all’Arpa Lazio.

Arpa che però, in questi anni, ha comunque fatto referimento ed utilizzato quegli stessi dati, non considerandoli poi così inaffidabili ed inutilizzabili come più volte ribadito dall’assessore all’Ambiente del Pincio Alessandro Manuedda. Tanto che con una delibera del 2014 il Consorzio  ha approvato uno schema di convenzione con il Cnr per la realizzazione di un laboratorio meteorologico di osservazione costiera, denominato ‘‘Lacost’’, attualmente in funzione e situato alle Saline di Tarquinia. La realizzazione del sistema è stata ottenuta perfezionando le ricostruzioni near-realtime e le previsioni a cinque giorni prodotte dal sistema di valutazione della qualità dell’aria realizzato da Arpa Lazio per conto della Regione. Il sistema modellistico, quindi, nelle intenzioni di chi lo ha pensato, avrebbe assimilato sia le postazioni della rete regionale presente sul territorio, sia quelle della rete della qualità dell’aria gestita dal Consorzio, operando una risoluzione di un chilometro e dornendo quindi sia una ricostruzione near-realtime che un sistema di previsione della qualità dell’aria a cinque giorni. Questo con lo scopo principale di fornire con continuità alla popolazione informazioni realistiche sulla situazione ambientale e soprattutto dotare gli enti preposti di accurate previsioni meteorologiche e di qualità dell’aria per adottare tempestivamente ed efficacemente adeguate azioni di mitigazione dei rischi connessi ad eventuali criticità previste. 

Lecito chiedersi quindi perché Arpa lazio utilizzerebbe i dati forniti dalle centraline ex Enel del Consorzio, in un modello realizzato ai sensi del Dlgs 155/2010 nonostante l’assessore continui a dire che quei dati non sono affidabili ed utilizzabili. Perché quindi spegnere centraline definite di fatto ‘‘inutili’’ dall’amministrazone comunale, quando Arpa Lazio continua ad utilizzare i dati prodotti per mettere a punto il modello previsionale? Sarebbe assurdo pensare che la realizzazione del laboratorio Lacost e del modello previsionale a cura di Cnr, Arpa Lazio e Consorzio potrebbe diventare una di quelle cattedrali del deserto a cui  il Paese è abituato. Nel frattempo l’unico dato concreto, in utta questa operazione fatta di un’uscita dall’Osservatorio da parte del Comune e di una volontà di passare la gestione delle centraline ad Arpa Lazio, rimane quella della perdita del posto di lavoro per i dipendenti di Bi-Lab, la società civitavecchiese che fino a ieri si è occupata della manutenzione delle stazioni di monitoraggio. Il rischio è che questa manutenzione passi ora ad una nuova ditta, non locale, con l’aumento anche dei costi.

Nel frattempo, su questo aspetto il consigliere del Polo democratico Mirko Mecozzi, eprimendo solidarietà, auspica «che sulla questione l’amministrazione comunale voglia tornarci su, ripristinando le cose – ha spiegato – riassumendo gli otto lavoratori del Consorzio e mettendo la BiLab nelle condizioni di ritirate la cassa integrazione per gli undici lavoratori e perché no riassumere i tre ragazzi precedentemente licenziati per la riduzione di commesse».

Davide Perticara

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