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"Interporto, massima tutela dell'occupazione"

"Interporto, massima tutela dell'occupazione"

Il sindaco Cozzolino interviene in merito alle vicende che si sono registrate all'interno della struttura. Rimane il problema della concessione

CIVITAVECCHIA – «È ferma intenzione dell’attuale amministrazione comunale fare tutto ciò che è in proprio potere per garantire il rilancio dell’area della piattaforma logistica che deve diventare un insediamento produttivo utile per il territorio e in grado di contribuire al rilancio occupazionale in un momento di crisi economica come quello attuale». Lo ha assicurato il sindaco Antonio Cozzolino, intervenendo alla luce dei diversi problemi, soprattutto di gestione, che si registrano frequentemente all’interno dell’interporto. Problemi esplosi tra Icpl e Geochem, la società di sviluppo della logistica che dalla scorsa estate ha un contratto con la società per intercettare nuovi traffici e cercare, per quanto possibile, di rilanciare l’area. Tanto da aver, ad esempio, lavorato per far partire, a breve, una nuova linea ro-ro tra Civitavecchia ed il porto di Marsiglia. Ma tanto da aver perso, secondo rumors, un’altra importante commessa proprio in questi giorni a causa dei problemi che si sono presentati, con il responsabile Geochem che non sarebbe stato messo nelle condizioni di poter entrare nello stabilimento. «Stiamo monitorando la situazione – ha confermato il primo cittadino in attesa che il Tribunale pubblichi il secondo bando, nell’ambito della procedura fallimentare in corso riguardante proprio l’Icpl – e abbiamo già chiesto al giudice fallimentare di prevedere nell’evidenza pubblica tutti gli accorgimenti necessari affinchè il soggetto che vincerà la gara abbia i requisiti indispensabili per tutelare prima di tutto il lavoro. Tutte le ipotesi sono attualmente al vaglio e non possiamo precluderci nessun tipo di azione: è fondamentale però far sapere che l’amministrazione è presente e tutelerà con tutte le proprie forze il rilancio occupazionale di Civitavecchia». Rimane comunque il problema della concessione dell’area.
Nei giorni scorsi l’Ugl aveva invitato l’amministrazione comunale ad una revoca, in autotutela, proprio della concessione «ad un soggetto fallito – aveva spiegato Attig – a cui tra le altre cose mancano i requisiti minimi  per poter operare su immobili pubblici realizzati con fondi Cipe». Proprio il fallimento dell’azienda potrebbe rappresentare il requisito per la decadenza della concessione. Una situazione quindi tutta da chiarire.

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