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Ladispoli e Cerveteri a bocca asciutta

Ladispoli e Cerveteri a bocca asciutta

Con la trasformazione di Cupinoro due milioni di euro l’anno alla città lacustre mentre il litorale resta a guardare. Bracciano fa asso piglia tutto sugli introiti del settore rifiuti

BRACCIANO – L’operazione bandita dalla Bracciano Ambiente e dal commissario straordinario spiazza il litorale e pone la cittadina lacustre di nuovo al centro degli introiti sul settore rifiuti.

E’ questo il primo lampante bilancio della decisione di riaprire la discarica di Cupinoro trasformandola in un polo di trattamento e smaltimento di rifiuti.

Nulla cambia quindi per i comuni conferitori che come al solito porteranno soldi e denaro a Bracciano prendendo in cambio invece i danni ambientali e gli oneri.

Per decenni il comune di Bracciano, gestendo la discarica di Cupinoro, ha potuto beneficiare di numerosi vantaggi capitalizzati attraverso la gestione della Bracciano Ambiente.

Anche agli inquirenti è tornato all’occhio il fatto che la società del comune svolgesse per lo stesso servizi a prezzi di molto inferiori al mercato. Un gioco che è degenerato al punto da riuscire a portare la società sull’orlo del default.

Ora con l’operazione Cupinoro 2 si intende dare una concessione ventennale del sito per la realizzazione di due impianti facendo pervenire dalle società che si aggiudicheranno le gare almeno 2 milioni di euro l’anno, lasciando a bocca asciutta le confinanti Cerveteri e Ladispoli.

I sindaci Paliotta e Pascucci avevano provato lo scorso anno ad anticipare i tempi chiedendo al Ministero della Difesa un terreno sul quale costruire un impianto per lo smaltimento del rifiuto umido, richiesta però rimandata al mittente.

L’intenzione dei sindaci era quello di avere un impianto di prossimità che consenti abbattere i costi e magari poter generare qualche piccolo profitto.

Ora la situazione cambia radicalmente. A Cerveteri e Ladispoli l’unica consolazione di poter a breve tornare a conferire rifiuti a pochi chilometri di distanza, abbattendo l’innalzamento dei costi dovuti al conferimento presso l’impianto di Aprilia.

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