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Interporto. Geochem pronta a dare battaglia

Interporto. Geochem pronta a dare battaglia

CIVITAVECCHIA – La ricostruzione dell’Icpl sui rapporti con la Geochem non convince i rappresentanti della società di sviluppo chiamata ad intercettare nuove attività e traffici. L’ultimo quello pronto a partire a febbraio per Marsiglia. Tanto che i responsabili di Geochem chiedono chiarimenti sulla legittimità del proprio ruolo. «Dal momento che dai giornali abbiamo appreso che la struttura è sottoposta a curatela fallimentare – hanno spiegato – che trattasi di concessione pubblica non suscettibile di essere trasmessa al altro soggetto in sublocazione o affitto di ramo di azienda, che vi è il pericolo di una revoca per difetto dei requisiti dell’originario assegnatario (che pare non sia il firmatario del nostro contratto), allora ci chiediamo se l’obbligazione contrattuale che Icpl ha assunto con noi, abbia ottenuto il placet preventivo delle competenti autorità. Qualora, poi, gli impegni assunti nei nostri confronti siano privi dei necessari crismi, anche a fronte del lavoro svolto in questi mesi e dei contratti da noi sottoscritti a favore dell’impianto, che saremo costretti a tutelare i nostri diritti ed interessi in tutte le sedi opportune». Un avvertimento, dopo aver fatto i conti con l’impossibilità di fare ingresso nella struttura. «L’autorizzazione all’ingresso di cui Icpl parla – hanno aggiunto – riguarda esclusivamente l’accesso delle merci nell’impianto; non si capisce perché l’ingegner Favilla, nostro manager incaricato dello sviluppo territoriale, sia costretto, per recarsi nell’ufficio, ad immotivate ore di attesa; all’interno sono ancora presenti i nostri computer ed i documenti necessari alla conclusione di nuove commesse, ed è da venerdì scorso che non viene consentito al nostro personale di poterli recuperare, tal che, di fatto, si è pregiudicato la conclusione dei nuovi accordi commerciali che con fatica eravamo riusciti a procacciare. Un simile atteggiamento, oltre a palesarsi incomprensibilmente autolesionista, crea non pochi problemi di credibilità e di natura risarcitoria alla nostra società».

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