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La Cpc si difende: "Basta strumentalizzazioni"

CIVITAVECCHIA – È il termine ‘‘venduto’’ rivolto al presidente dell Cpc Enrico Luciani a margine della marcia della salute ad essere maldigerito dai lavoratori della Compagnia portuale. «Abbiamo partecipato con convinzione alla manifestazione – ha spiegato il vice presidente Patrizio Scilipoti – per tutelare la nostra salute ed il nostro ambiente». Ma il no al carbone, a detta della Cpc, va scisso dal lavoro che quotidianamento i portuali svolgono per lo scarico proprio del carbone. «Un lavoro che la compagnia svolge dal 1800 – ha aggiunto Scilipoti – con responsabilità profesisonalità ed impegno, garantendo posti di lavoro». Il servizio rappresenta circa il 30% delle attività della Cpc. «Se il carboone non lo scarica la Cpc – ha aggiunto il rappresentante regionale della Filt Cgil Alfonso Astuti – chi lo garantisce il servizio? Partecipando alla marcia i lavoratori hanno anteposto la salute al lavoro. Basta con queste strumentalizzazioni».

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