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Renzi: «Italia e Germania unite»

«Sono molto felice del fatto che grazie agli sforzi del popolo italiano e del governo e alla collaborazione con gli amici tedeschi per la prima volta sono qui non con un elenco di impegni e promesse, ma con una lista di riforme e risultati». Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parla in conferenza stampa a Berlino dopo il bilaterale con la cancelliera tedesca Angela Merkel e mette in chiaro che «l’Italia non è più come in una fase recente il problema dell’Europa, l’Italia ha voglia di fare la propria parte come la nostra storia ci impone di fare».
«Italia e Germania sono unite nel chiedere un’Europa più forte, più Europa – scandisce il premier – Abbiamo bisogno di un’Europa che torni a essere sé stessa, che sia degna del suo passato». «Non su tutto possiamo pensarla allo stesso modo – premette – ma rispetto alle sfide che abbiamo davanti c’è la consapevolezza del fatto che due grandi Paesi europei ora esprimono parole forti per un’Europa che viaggi in modo diverso rispetto all’ultimo periodo». Avverte Renzi: «Se l’Europa perde Schengen perde sé stessa. Serve ogni sforzo per mantenere vivo l’ideale europeo, ma deve essere uno sforzo da fare insieme, non un singolo Paese deve essere lasciato solo». A ribadire la necessità di «più Europa» è anche Merkel: «Ci troviamo di fronte a una grande sfida» e per questo «in un buono spirito europeo abbiamo parlato del fatto che abbiamo bisogno di più Europa». E assicura: «Faremo tutto ciò che è in nostro potere perché la Gran Bretagna resti nell’Unione Europea», riferendo di aver affrontato nel suo colloquio con Renzi anche il tema del referendum in Gran Bretagna e del rischio Brexit. Poi la crisi migratoria. «Siamo d’accordo sul fatto che il piano dell’Unione europea e della Turchia debba essere attuato e il finanziamento di tre miliardi debba essere sbloccato» afferma Merkel.
«Sui rifugiati siamo dalla stessa parte, ci vogliono regole chiare, rispettate e verificate giorno dopo giorno» dice Renzi. «L’Italia è pronta a fare la propria parte, conosciamo il dramma degli esseri umani comprati e venduti dagli scafisti, in Italia noi diciamo schiavisti – rimarca – Siamo pronti a fare ogni tipo di sforzo e anche a superare le incomprensioni registrate». «Noi siamo disposti a fare la nostra parte – ribadisce – non abbiamo alcun problema sui tre miliardi per la Turchia, l’Italia è da sempre disponibile. Stiamo solo aspettando che dalle istituzioni europee diano alcune risposte su dei quesiti che abbiamo formulato sul modo di intendere questo e altri contributi». Sui fondi alla Turchia per i flussi migratori «mi piacerebbe una risposta europea prima della conferenza di Londra». (Adnkronos)

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