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Caso Cozzolino a rischio strumentalizzazione

Caso Cozzolino a rischio strumentalizzazione

Su un blog vicino al M5S appare ‘‘Picchiato e bastonato sotto casa’’. Critico il consigliere Emanuele La Rosa: "Basta titoli ad effetto". Mentre proseguono le indagini della Polizia sull’aggressione al Sindaco, il caso diventa nazionale. Floccari accosta Cozzolino ad Impastato. Grasso: "Il fatto va ricondotto nella sua giusta dimensione"

CIVITAVECCHIA – Proseguono le indagini della Polizia per cercare di ricostruire nel dettaglio quanto effettivamente accaduto ieri mattina, poco dopo le 8, a corso Marconi. Sindaco da una parte e dipendente di Civitavecchia Infrastrutture dall’altra; al centro l’annoso problema di stipendi non corrisposti, i toni accesi a quanto pare da entrambe le parti ed uno strattonamento. Gli agenti del commissariato stanno raccogliendo le testimonianze, dopo aver ascoltato già il primo cittadino che dopo qualche ora era a viale della Vittoria per sporgere regolare denuncia, per avere un quadro completo della situazione.

Ma nel frattempo la vicenda continua a rimpallare da un telegiornale all’altro, da un sito web ad un social; una notizia diventata virale, ma come spesso accade rischia di trasformarsi in qualcosa di molto diverso e di molto lontano dalla realtà. L’invito ad abbassare i toni stride con la drammatizzazione dell’evento che è stata fatta dagli stessi esponenti del movimento. Perché quel ‘‘Picchiato e bastonato sotto casa’’ su un blog vicino ai Cinque Stelle non è certo la corretta informazione che si predica quotidianamente. Tanto che, ad esempio, è stato il consigliere comunale di maggioranza Emanuele La Rosa a commentare così: «Fare questi titoli ad effetto per guadagnare qualche click non fa bene al movimento ed è una mancanza di rispetto verso chi l’aggressione l’ha subita. Così facendo ci danneggiate e basta». Un pensiero condiviso dal colleghi di banchi Fulvio Floccari, che però qualche ora prima aveva postato sulla sua pagina Fb «Quando ammazzarono Peppino Impastato ci fu chi si affannò a dimostrare che il nostro eroe stava andando a piazzare una bomba sui binari del treno.

Colpiscono due volte, questi mafiosi, prima con la forza fisica e poi con la forza della menzogna. Forti delle nostre paure, sono solo una montagna di… mafia»: forse un paragone ardito ed esagerato. Quando il blog di riferimento del movimento locale parla di ‘‘involontari’’ mandanti, o la consigliera parla di deriva fascista, tutto questo non aiuta. «Credo che l’episodio, sicuramente brutto e deprecabile – ha commentato il consigliere della Svolta Massimiliano Grasso – vada ricondotto nella sua giusta dimensione e raccontato per quello che realmente è stato e su cui comunque c’è anche una inchiesta in corso per ricostruire con esattezza i fatti e poter, quindi, arrivare a provvedimenti appropriati. Non credo però che contribuisca ad abbassare i torni e a riportare la situazione nell’alveo del confronto civile scrivere – frasi riprese dal Tg1 – che in città regna un clima di intimidazione, con un assetto da guerriglia nei consigli comunali, parlare di mandanti, descrivendo una situazione che non corrisponde al vero e offrendo in tutta Italia, dopo i recenti episodi con la sortita del Segretario Generale con gli accostamenti a Mafia Capitale nella sua lettera a Gramellini, l’immagine di una città in mano alla delinquenza, politica e organizzata. Leggere gli arditi accostamenti del consigliere Floccari tra Cozzolino strattonato sotto casa ed il povero Peppino Impastato, mi pare poi che faccia finire tutto nel grottesco, se non nel ridicolo. Alla fine, sentire rimarcare sulle cronache nazionali, che l’aggressore è il figlio di un ex consigliere del Pd, ci dice chiaramente a cosa siamo di fronte: la creazione di un caso politico buono per lo scontro tra Pd e M5S nella campagna elettorale alle porte. E che al Sindaco serve localmente per spostare per un giorno o due l’attenzione dai problemi che affliggono la città ed ai quali non è in grado di dare una soluzione, a partire proprio dalle società partecipate. Mi pare che da un eccesso si sia finiti all’opposto: dalla condanna della violenza, bisogna infatti passare alla condanna della strumentalizzazione di un gesto certamente sbagliato, fatto diventare un caso politico e paragonato insensatamente addirittura ad un caso di mafia».

EMANUELE LA ROSA: “SONO STATO FRAINTESO, NON MI RIFERIVO AL MEET UP LOCALE” – “Desidero chiarire che sono critico non verso il blog del cinque stelle del meet up cittadino, che non si è mai permesso di esagerare nella ricostruzione dei fatti, ma contro un blog che non ci appartiene e ovviamente non è neanche il blog nazionale. Non basta mettersi addosso la targa del m5s per poter parlare in suo nome”.

Davide Perticara

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