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Hcs: convocazione o sarà presidio

Hcs: convocazione o sarà presidio

L'assemblea dei lavoratori ha accolto la proposta dei sindacati: se l'amministrazione non fisserà entro la settimana un incontro con le parti sociali si procederà con una manifestazione sotto il Pincio

CIVITAVECCHIA – Se entro venerdì l’amministrazione comunale non convocherà i sindacati per discutere delle proposte avanzate lo scorso mese e per fare un punto della situazione Hcs, i lavoratori sono pronti a dare vita ad un presidio sotto Palazzo del Pincio, già dall’inizio della prossima settimana.

Questo quanto deciso dall’assemblea convocata questo pomeriggio all’aula Pucci per discutere del futuro delle municipalizzate e dei problemi che attanagliano le società. Il tempo sembra essere ormai scaduto. Gli stipendi in ritardo cronico, un mese per un motivo ed un mese per un altro, i ritardi e in diversi casi il mancato versamento di contributi previdenziali, assicurativi, oneri fiscali e Tfr, le trattative arenate, le mancate risposte e le conseguenze anche sulle partecipate locali alla luce dei decreti approvati dal Cdm non fanno altro che accentuare una situazione di disagio ed incertezza.

Gli animi sono caldi. Con i sindacati che vogliono evitare che si arrivi ad una guerra interna che non farebbe bene alle società. Anche lo sciopero, avanzato da alcuni lavoratori, è stato giudicato come ‘‘l’ultima spiaggia’’, per evitare di aggravare ancora di più la situazione. Certo, l’assemblea non è stata molto partecipata e le letture possono essere diverse. Ma rimangono i problemi. Specie nei rapporti con l’amministrazione a Cinque Stelle.

«Dal momento dell’insediamento – ha spiegato Fabiana Attig dell’Ugl –  non è stato portato in giunta o in consiglio un qualsiasi atto a tutela delle partecipate». Gennaro Gallo dell’Ugl si è detto preoccupato per il silenzio dell’amministrazione, soprattutto alla luce del documento presentato unitariamente dalle organizzazioni sindacali.  «L’accordo con il commissario prefettizio c’era ed era stato sottoscritto da sindacati – ha ricordato Diedo Nunzi della Cgil –  la politica ha voluto intraprendere un’altra strada e rendere nullo tutto il lavoro fatto. Bene, ma si faccia altro. Perdere tempo non è più permesso. Questo silenzio è preoccupante e fa paura». «Non è più tempo di rinvii – hanno aggiunto dalla Cisl – il tempo scorre inesorabilmente e il debito continua a crescere insieme all’incertezza da parte di lavoratori e cittadini circa il futuro delle società partecipate».

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