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«Serve fase transitoria su Bail in»

Sulle norme sulle risoluzioni bancarie serve «un fase transitoria». Dopo il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan chiede un tagliando alle regole sul bail in dopo la scottatura dei quattro fallimenti di istituti di credito italiani. Ma premette: il sistema è «solido». Il ministro, rispondendo ad un question time al Senato, torna inoltre a parlare della flessibilità sui conti pubblici. «Aspettiamo una risposta definitiva dall’Ue», dice, assicurando che «i conti sono sotto controllo». Sulle famigerate regole sul bail in il ministro scandisce: «le norme di risoluzione in vigore negli Stati membri dal primo gennaio 2016 hanno lo scopo di non scaricare sui conti pubblici, e quindi sui contribuenti, gli oneri del salvataggio di eventuali fallimenti. Un proposito in linea con l’obiettivo di aumentare la stabilità finanziaria». Tuttavia, osserva, «in questa fase di transizione, stiamo registrando un aumento della instabilità, invece che della stabilità». Una constatazione da cui partire per valutare modifiche alle norme in vigore da poco più di un mese. 
«Ora occorre una fase transitoria – è la sollecitazione di Padoan – che dovrebbe essere accompagnata da accorgimenti che mettano a disposizione strumenti per affrontare singoli problemi e che possano colpire singoli istituti bancari, e allo stesso tempo evitare che crisi circoscritte, quindi focalizzate o localizzate su singoli istituti, anche magari di piccola dimensione, possano avere effetti sistemici, data la natura peculiare del bene credito». Il timore è che la risoluzione di una banca, seppur piccola, possa innescare un effetto domino devastante per il sistema.
In questa fase di transizione, osserva, « è naturalmente importante aumentare la consapevolezza sul mercato dei risparmiatori e la vigilanza affinché le informazioni fornite ai risparmiatori nell’acquisire attività eccessivamente rischiose siano effettivamente trasparenti e tempestive». E una scadenza per introdurre le eventuali modifiche c’è già. «La revisione del regime di bail in, prevista entro il 2018 dalle normative europee, fornisce un’occasione utile per migliorare il sistema lungo queste linee», afferma il titolare di via XX settembre. (Adnkronos)

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