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"Contraccezione, un progetto dimenticato"

"Contraccezione, un progetto dimenticato"

Marco Gentili, co-presidente dell’associazione Coscioni, incalza il dirigente scolastico dell’IIS

di FABRIZIO FABRIZI

TARQUINIA- «Che fine ha fatto il progetto ‘‘Penetriamoci di contraccezione’’ e perché non viene più attuato?». Domande precise che Marco Gentili, co-presidente dell’associazione Luca Coscioni, pone al dirigente dell’istituto di istruzione secondaria di Tarquinia. In un periodo in cui l’educazione sessuale nelle scuole è uno dei temi scottanti, Gentili torna indietro al 2010, quando solo l’Isis Vincenzo Cardarelli Tarquinia aveva approvato un progetto pilota dell’associazione Luca Coscioni recapitato ad ogni istituto della Provincia di Viterbo sull’informazione sessuale nelle scuole. «Peccato che a quanto so io, oggi quel progetto, in collaborazione con la Asl Viterbo, oltre a non venire più svolto, non sia stato più rinnovato e, oltretutto, concluso come pattuito nel corso degli anni appena trascorsi, ossia con il posizionamento di distributori di contraccettivi all’interno del plesso omnicomprensivo. Chiedo dunque al preside-manager attuale, come a tutti gli altri, di rivalutare tale progetto alla luce, allarmante, del sondaggio fatto dalla società italiana di ginecologia ed ostetricia. Ai nostri studenti la corretta e piena informazione. Noi restiamo a disposizione anche per migliorarlo. Come sempre». Sei anni orsono la proposta presentata dal Nucleo promotore di Viterbo a nome di Marco Gentili e di David Paparozzi membri dell’associazione Luca Coscioni per l’informazione sessuale sulla contraccezione, il primo settembre era passata durante il collegio docenti. Gentili spiega i motivi della proposta. «È necessario spiegare, informandoli sulle malattie sessualmente trasmissibili come il contagio da Hiv che è in aumento nelle coppie eterosessuali e sulla contraccezione d’emergenza, per mezzo di gente effettivamente qualificata come quella del consultorio familiare di Tarquinia. Ignorare o nascondere sono solo il primo passo verso l’irresponsabilità, la disinformazione e l’impossibilità di porre in atto il libero arbitrio attraverso la consapevolezza interiore è e rimarrà sempre un passo ulteriore verso l’inciviltà di un popolo». Secondo alcune indagini l’Italia è ultima nella classifica mondiale insieme alla Turchia, in materia di informazione sulla contraccezione.

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