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I corsi di nuoto sono salvi

I corsi di nuoto sono salvi

Diversamente abili. Tanti i cittadini che hanno avviato una raccolta fondi, importante il contributo della Fondazione Cariciv. Parisi (Coser) amareggiato dalle polemiche a Cinque Stelle. Si va verso una manifestazione d’interesse rivolta alle società: in futuro i requisiti degli utenti li valuterà il Comune

CIVITAVECCHIA – Cosa è accaduto veramente ai corsi di nuoto per diversamente abili?
Sono in molti a chiederselo, dopo la notizia – tra l’altro confermata – della mancanza di fondi comunali che avrebbe impedito alla Coser di organizzare le consuete lezioni.  
LO STANZIAMENTO
Ogni anno l’amministrazione comunale concedeva alla Coser un contributo di circa 30mila euro, attraverso il quale la società riusciva ad organizzare dei corsi di nuoto riservati alle fasce più deboli. Questo fino all’insediamento dell’attuale giunta, che fin dall’inizio ha basato la sua attività amministrativa sul rigore e sulla riduzione degli sprechi. Ovviamente lo sport per i diversamente abili non è annoverabile tra gli sperperi di denaro pubblico, tanto che radio Pincio racconta di un indirizzo politico ben preciso: tagliare il tagliabile, con massimo riguardo per le situazioni emergenziali.
IL FATTO
Evidentemente per qualcuno nel ‘‘tagliabile’’ poteva rientrare anche il nuoto per i diversamente abili. Una svista grave  e un risultato assurdo: dal bilancio quei fondi sono spariti, nonostante le pronte rimostranze della politica.
 Così è deciso: indietro non si torna. Si può solo cercare di reperire i fondi, sperando di fare in tempo, di arrivare prima della polemica a mezzo stampa. Che però è sempre dietro l’angolo. Così gli organi di informazione riportano la notizia del taglio applicato dall’amministrazione a Cinque Stelle sui corsi di nuoto per diversamente abili. Eppure da qualche settimana sono in corso i preparativi per un concerto di beneficenza al Traiano, il cui ricavato andrà alle fasce più deboli.
LA POLEMICA
Di fronte all’impossibilità per i diversamente abili di proseguire con i corsi, prontamente sono insorti i genitori: la situazione attuale è inaccettabile, bisogna con urgenza fare qualcosa. Nel mirino finisce l’amministrazione comunale e si scatenano le tifoserie. Qualcuno del Movimento 5 Stelle attacca la Coser sull’abitudine di incassare soldi senza rendicontare dettagliatamente al Comune, ma la società non ci sta e risponde per le rime: «L’utilizzo di quei soldi non può essere messo in discussione  per partito preso- dichiara Antonio Parisi – per i diversamente abili occorrono istruttori specializzati, prima di parlare qualcuno farebbe bene ad informarsi sulla nostra attività». Una situazione poco simpatica, che offre l’occasione alla politica di destra e di sinistra per scatenarsi ed attaccare la giunta.
LA SOLUZIONE TAMPONE
Non tutto il male viene per nuocere. In tanti hanno voluto vederci chiaro, a cominciare dai consiglieri di maggioranza, con in testa la presidente della commissione Ambiente, Fabrizia Trapanesi. Così, mentre l’amministrazione cercava soluzioni, diversi cittadini hanno fatto partire una campagna di raccolta fondi. La Fondazione Cariciv ha immediatamente soccorso il Comune con un contributo sostanzioso, anche la Fondazione Molinari si è messa a disposizione per garantire una raccolta fondi alla luce del sole. Così i corsi di nuoto potranno riprendere, almeno per il momento, secondo il vecchio regime.
LA NOVITÀ
L’amministrazione comunale intende cambiare passo. «I corsi di nuoto per diversamente abili sono fondamentali – dichiara il vicesindaco Daniela Lucernoni – ci scusiamo per il disguido che si è venuto a creare e stiamo facendo l’impossibile per recuperare, aggiungendo qualcosa in più». Per il 2016, infatti, sarebbe già pronto una manifestazione d’interesse rivolta alle varie società operanti sul territorio: chi presenterà il progetto più appetibile incasserà il contributo comunale per organizzare i corsi di nuoto per i diversamente abili. Sarà il Comune però, attraverso i Servizi sociali,  a valutare le adesioni, verificando l’Isee di coloro che vorranno partecipare e segnalando gli utenti dagli idonei requisiti alla società che gestirà i corsi.  Un’altra strada potrebbe essere quella di optare per un bando rivolto direttamente all’utenza, con successivi rimborsi in base ai singoli corsi.
A cose fatte, rimane però aperto un discorso di regolarità: fino a quando dei settori così importanti come quello del nuoto per i diversamente abili non saranno disciplinati da specifiche convenzioni, i disguidi di questa rilevanza saranno all’ordine del giorno. L’amministrazione comunale a quanto pare ha capito la lezione.

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