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«Loro con noi non c’entrano»

«Loro con noi non c’entrano»

Le 5 operatrici del Museo del mare fanno chiarezza sulla vicenda e prendono le distanze da quanto detto dalle due ex dipendenti. «Nessun introito aggiuntivo ad incremento dello stipendio»

di GIAMPIERO BALDI

S. MARINELLA – Si fa sempre più intricata la vicenda che coinvolge gli operatori museali del castello di S. Severa, che in un comunicato smentiscono le dichiarazioni riportate in un precedente intervento da parte di due ex operatrici turistiche non più in servizio presso la struttura archeologica, le quali avevano esternato il loro pensiero in merito alle attività svolte dalle cinque figure presenti nel castello e all’affidamento della gestione del Museo del Mare e della Navigazione Antica ad una cooperativa. Le due ex guide turistiche, non riconfermate dopo la rescissione del contratto tra il Comune e la cooperativa Fuori C’entro, avevano esternato la loro contrarietà alla scelta dell’amministrazione comunale facendo presente che all’epoca «quando il Comune affidò alla società Gi Group spa tutte le attività necessarie al reclutamento di personale per la somministrazione di lavoro temporaneo all’interno del Museo – avevano affermato le due ex operatrici Federica Fulgenzi e Valentina Asta – la società selezionò i quattro operatori allontanati a gennaio, più una tra le figure sostitute, non curandosi di due operatori rimasti senza lavoro a seguito della rescissione del contratto con la coop Fuori C’entro. Da quella data, fino ad oggi, i cinque assunti hanno prestato servizio di apertura e chiusura dei locali museali. Ovviamente tutte le altre attività didattiche e divulgative hanno in tale periodo subito un blocco, quanto meno per quel che riguarda la possibilità da parte del museo di creare introiti, visto che non essendoci un adeguato capitolo di bilancio in entrata, non è possibile emettere biglietteria, ne svolgere attività lucrative. Dal giugno del 2014 ad oggi, sono stati spesi da parte del Comune, quasi 200mila euro per gli stipendi di chi apre e chiude il Museo. Mentre le attività svolte in questo anno e mezzo all’interno del museo da parte dei cinque soggetti, se hanno prodotto introiti, li hanno prodotti ad incremento dello stipendio percepito». «Le due operatrici intervenute ieri – dicono però Cristina Civinini, Alessandra Squaglia, Teresa Fiordigiglio, Sandra Wyatt e Ivo Paglioni – non hanno nulla a che vedere con noi che prestiamo servizio presso il Museo del Mare e della Navigazione Antica. Per cui ci dissociamo totalmente da quanto da loro detto. Nello specifico, teniamo a sottolineare che siamo in forze al Museo con varie qualifiche professionali e compiti da circa vent’anni, che nell’ultimo anno e mezzo in cui la gestione è stata affidata alla società interinale scelta dal Comune, abbiamo garantito l’apertura e chiusura del Museo, il servizio informativo e di assistenza ai turisti, la piccola manutenzione dei locali, le visite guidate e i laboratori didattici ivi compreso un progetto portato avanti con le scuole del Comune. Il tutto a titolo assolutamente gratuito per gli utenti, quindi non c’è stato alcun introito aggiuntivo ad incremento dello stipendio percepito, così come viene sostenuto in maniera assolutamente proditoria e di cui chiederemo conto legalmente».

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