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Face to face: respinto l'appello

Face to face: respinto l'appello

Il Consiglio di Stato boccia il ricorso presentato dalla società che chiedeva di riformare la decisione del Tar del Lazio. Prosegue il processo penale nel quale sono imputate quatto persone

CIVITAVECCHIA – Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso presentato dalla Face to face, la società che avrebbe dovuto realizzare due palazzine all’altezza del civico 69 di via Terme di Traiano; intervento bloccato dopo un esposto e l’intervento della magistratura, e a seguito della decisione del Comune di procedere, in autotutela, all’annullamento della Dia per la mancata acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica. Proprio su questo annullamento si concentravano i ricorsi della Face to face sia al Tar che al Consiglio di Stato, con la richiesta in quest’ultimo caso anche di un risarcimento danni da 400 mila euro.
Già il Tar aveva sottolineato la legittimità dell’annullamento in autotutela della Dia da parte del Comune. Stessa cosa ha fatto, nei giorni scorsi, il Consiglio di Stato.
«Passando ad analizzare il merito dell’appello – si legge nel documento – proposto dalla società Face to face, esso è infondato. Il Comune ha annullato in autotutela la Dia per mancanza dell’autorizzazione paesistica ritenuta necessaria in quanto l’area oggetto di intervento è comunque interessata dal vincolo». «La sottoposizione della zona a vincolo – si legge ancora – risulta espressamente fissata nel Ptpr». Secondo il Consiglio di Stato, quindi, la società non avrebbe fornito ragioni e motivazioni sufficienti per riformare la sentenza del Tar.    
«La legittimità del comportamento dell’Amministrazione e la tempestività del suo intervento – dispone ancora il COnsiglio di Stato – escluderebbero l’esistenza del diritto al risarcimento del danno».
E mentre, quindi, questa sentenza mette la parola fine a questo percorso, prosegue anche il procedimento dibattimentale penale; quattro le persone imputate, a vario titolo, per abuso edilizio, abuso d’ufficio, violazione delle norme al vincolo paesaggistico e smaltimento illecito di rifiuti speciali, mentre il Comune è parte civile. Le prossime udienze sono fissate per l’11 febbraio e per il 10 marzo.

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