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Il giallo dei campioni

Colpo di scena al processo Bramucci, riaperto in seguito all’inchiesta che ha coinvolto l’ex sindaco. La società del medico legale sostenne che si trattava di mescalina. Poi fu smentita da un’altra perizia. Ma ora il farmacista Baldini, che pervenne allo stesso risultato della E-Labor, sostiene che quella vista in Tribunale non è la sostanza da lui analizzata due anni fa

Colpo di scena al processo Bramucci, riaperto in seguito all’inchiesta che ha coinvolto l’ex sindaco. La società del medico legale sostenne che si trattava di mescalina. Poi fu smentita da un’altra perizia. Ma ora il farmacista Baldini, che pervenne allo stesso risultato della E-Labor, sostiene che quella vista in Tribunale non è la sostanza da lui analizzata due anni fa

CIVITAVECCHIA – Interrogativi inquietanti a margine del caso del medico legale G.S.: un esperto, ascoltato come teste in un processo correlato all’inchiesta che vede coinvolto il medico legale, afferma che il campione analizzato da altri periti non è lo stesso consegnato a lui due anni fa per essere analizzato. Interrogativi che non possono non far sorgere una domanda, vista anche la delicatezza del caso correlato: chi avrebbe potuto sostituire i campioni da analizzare? E perché lo avrebbe fatto? «Non rilascio dichiarazioni», si limita a dire G.S., che al processo Bramucci è interessato per i risvolti che potrebbe avere sulla sua vicenda giudiziaria e che negli ultimi giorni ha prima ‘‘incassato’’ l’esito della perizia del professor Ferrara che ha sostanzialmente confermato quanto emerso dal referto autoptico del medico legale civitavecchiese a proposito della causa della morte di Massimiliano Palleschi; poi ha assistito a questo colpo di scena del processo Bramucci. Enrico Bramucci venne arrestato nel maggio di due anni fa perché trovato in possesso di una sostanza ritenuta inizialmente mescalina. Il tribunale affidò la perizia sulla sostanza alla dottoressa Barbara D’Andrea, che si rivolse alla E-Labor Data, una delle società utilizzate da S. (e intestate a un familiare) per far svolgere, in altri laboratori, le analisi commissionate dalla Procura. I carabinieri, subito dopo l’arresto, avevano commissionato la stessa verifica anche ad un farmacista, il dottor Andrea Baldini, che pervenne alla stessa conclusione: si trattava di mescalina. Il caso si riapre quando il medico legale entra nell’occhio del ciclone ed il legale di Enrico Bramucci chiede la ripetizione delle analisi su quella sostanza, visto che la Procura stava indagando proprio sulla validità degli esami svolti dai laboratori di S. Il giudice Maria Elena Mastrojanni ordina una nuova perizia, affidandola alla dottoressa Valeria Ottaviano. Ad aprile, il primo colpo di scena: il perito in aula afferma che quella non è mescalina, ma farina di cereali con presenza di coleotteri. Poi, venerdì, la deposizione di Baldini, che dichiara al giudice «Questa sostanza non è la stessa che ho analizzato io due anni fa». Se le cose stanno così, chi ha potuto scambiare i campioni? La sostanza sequestrata dai Carabinieri è stata custodita nella cassaforte della caserma, poi è andata in tribunale. Chi ha potuto maneggiarla tra una perizia e l’altra?

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