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"Il progetto viola è di minore impatto"

"Il progetto viola è di minore impatto"

TRASVERSALE. I comitati si dichiarano favorevoli alla superstrada Orte-Civitavecchia ma respingono il tracciato Anas. No categorico dei cittadini alle ipotesi verde e blu

TARQUINIA – Anche i comitati cittadini, sulla scia del sindaco Mauro Mazzola, si dicono favorevoli al completamento della superstrada con il ‘‘tracciato viola’’. «A rischio – affermano il Comitato di Santa Maria sul Mignone, del Ranchese e della Farnesiana e il Comitato per la difesa della valle del Mignone – sono la Valle del Mignone, i territori di Montericcio, della valle del Ranchese e della Farnesiana, all’interno della Zona a Protezione Speciale (ZPS) del comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate, una delle ultime aree incontaminate del Centro Italia». «In sintonia con l’amministrazione comunale e con il sindaco Mauro Mazzola – spiegano i comitati – ci battiamo affinché venga realizzato il progetto ‘‘viola’’ perchè di minore impatto complessivo sotto ogni punto di vista: per l’agricoltura, il turismo e gli insediamenti residenziali e per l’impatto ambientale. Non a caso il progetto viola fu il primo ad essere sviluppato da Anas, trattandosi del percorso più conveniente sotto ogni punto di vista. Noi cittadini, come abbiamo già chiaramente affermato in tutte le sedi competenti, siamo assolutamente a favore del completamento della superstrada, che attendiamo da quarant’anni, lungo il percorso viola; ci opponiamo con fermezza alle ipotesi ‘‘verde’’, “blu” e a qualunque combinazione “verde-blu”». «Riteniamo -aggiungono – che non si debba aprire un nuovo asse di attraversamento, creando una ferita irreversibile nel territorio. Ci opponiamo al progetto verde, sostenuto dall’Anas, perché oltre a non disporre di uno svincolo per Tarquinia, distrugge la Valle del Mignone e il territorio della Farnesiana. Ci opponiamo all’ipotesi blu per gli stessi motivi: niente svincolo e massacro ambientale del territorio di Montericcio e della valle del Ranchese. Ci opponiamo infine a qualunque combinazione verde-blu perchè il danno al territorio sarebbe ancora più ampio. I due progetti, verde e blu, sconvolgerebbero le attività economiche e danneggerebbero senza rimedio l’agricoltura, il turismo e gli insediamenti residenziali». «La valutazione del costo del percorso verde – spiegano – è inferiore a quella del progetto “viola” ma i due costi non sono confrontabili perchè il viola è un costo definitivo mentre il verde è preliminare e mancano i costi accessori. La differenza di costo tra i due percorsi è quindi notevolmente inferiore a quanto sostenuto dall’Anas. L’eventuale maggior costo (peraltro da appurare) dell’opzione “viola” sarebbe ampiamente compensata in un’analisi costi/benefici di lungo periodo, salvaguardando l’area ambientale. Negli ultimi dieci anni vi sono stati nella zona investimenti in attività turistiche ricettive e insediamenti residenziali e si sono sviluppate nuove aziende agricole, che verrebbero distutte e danneggiate. Il completamento della Orte-Civitavecchia è in ballo da 40 anni e nel frattempo l’Aanas non ha fatto nulla per rendere più sicura l’attuale Aurelia bis (SS1 bis), dove avvengono periodicamente gravi incidenti. Non possiamo permettere di distruggere indiscriminatamente il poco territorio rimasto intatto nel comune di Tarquinia con investimenti basati sul solo criterio del “costo minimo”, sulla spinta di fattori contingenti o per la pressione delle imprese coinvolte e dell’Anas, che non ha mostrato nessuna flessibilità a riconsiderare le sue scelte, perchè al “costo minimo” va aggiunto il costo del territorio distrutto per sempre, costo difficilmente quantificabile ma sicuramente elevatissimo, e che sarà pagato da noi e dalle generazioni future. Il territorio e la sua salvaguardia devono essere la nostra prima preoccupazione».

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