Pubblicato il

Renda: "Un errore enorme non rinegoziare le condizioni degli swap"

Renda: "Un errore enorme non rinegoziare le condizioni degli swap"

L'ex assessore al Bilancio, promotore delle operazioni finanziarie con i derivati, difende il proprio operato e contrattacca: «Dimezzammo i tassi su 42 milioni di debito. Dal 2003 è cambiato il mondo, ma nessuno a Civitavecchia se n’è accorto e ora si è arrivati a fare causa»

CIVITAVECCHIA – Mentre proseguono dubbi e polemiche sul conferimento dell’incarico per la causa contro Nomura all’avvocato Pellegrino, legale del segretario generale del Comune, Caterina Cordella, c’è chi si interroga sull’efficacia del percorso intrapreso per cercare di fare risparmiare al Comune almeno parte degli oltre 30 milioni che entro il 2023 dovrà restituire alla banca. Evocato più volte come il primo promotore dei contratti in dertivati, l’ex assessore al Bilancio della giunta De Sio Salvatore Renda, si difende dalle accuse relative ai guai indotti dalla ‘‘finanza crativa’’ e contrattacca.

«Ho letto delle polemiche sull’incarico all’avvocato Pellegrino – affema Renda –  Non entro del merito della procedura di affidamento dell’incarico e di quella che può sembrare (quantomeno) una evidente inopportunità. Non conosco gli atti e non mi permetto quindi di giudicare. Sul fatto che il percorso sia “ortodosso” mi tocca però esprimere notevoli perplessità. Le operazioni finanziarie (dal semplice mutuo) concordate con una Banca, solitamente, si ridiscutono e si rinegoziano, quando le condizioni di mercato lo rendono necessario. Iniziare una trattativa con una causa, che ha oneri poi così significativi per il Comune, non mi sembra la migliore delle trovate».

«Sulla opportunità di rinegoziazione delle condizioni – prosegue Renda –  “urlo” da anni come ce ne fosse bisogno già almeno dal 2009, quando i mercati iniziarono ad offrire impreviste ed imprevedibili opportunità. La situazione del 2001/2003 non era nemmeno comparabile con quella attuale. All’epoca i tassi di interesse per gli Enti Pubblici si attestavano intorno al 7-8%, oggi siamo a tassi di interessi negativi (-0,15/-0,20%). Sfido chiunque a sostenere che 15 anni fa potesse prevedere un andamento dei mercati e, più in generale, la crisi mondiale degli ultimi 6/7 anni. Quando chiudemmo l’operazione del 2003, c’erano aspettative di crescita dei tassi che, all’epoca fluttuavano intorno al 6,50%».

In pratica cosa avrebbero dovuto fare gli attuali amministratori?

«Invece di starnazzare da anni su “swap”, “Boc”, ecc. occorre semplicemente superare le condizioni del 2003, ormai anacronistiche; concordare nuove condizioni, in linea con i mercati attuali. Certo che pagare il 6% di interesse oggi è improponibile. Ma invece di starnazzare contro Renda, per “coprire” e giustificare l’affidamento di un incarico incomprensibile, ci si potrebbe dare da fare, come facemmo all’epoca. Si prende un bell’aereo, si va a Londra e si negoziano le nuove condizioni. Occorrono: una delibera, un biglietto… e gli attributi. Ho sempre agito così. Lo ho fatto sempre gratuitamente senza che nessuno mi riconoscesse il 3%. Ho rinegoziato 42 milioni di debito, passando dal 12% di tasso al 6%, se mi fossi attribuito il 3% del risparmio… avrei qualche milione di euro in tasca. Non ho mai avuto – giustamente – un centesimo». 

Rifarebbe le operazioni del 2003 e del 2005 ?

«Certamente si. Infatti basta saper leggere ed essere dotati di obiettività (doti entrambe sconosciute presso molti politicanti locali) per ricordare che nel 2005, fu il Prefetto Di Caprio ad effettuare l’operazione con Nomura. Di Caprio, previo parere degli Organi di controllo, che definivano eccellente l’operazione la copiò di sana pianta. Il Ministero dell’Economia, degli Interni, Moody’s ed i mercati internazionali – come sapete – diedero un parere estremamente positivo di quella strategia. Se potessi tornare indietro, scriverei sulla porta del Comune un avviso, per dire più o meno, questo: “la struttura economica e finanziaria che ha permesso di ottenere il rating di A1 e di essere il più piccolo Comune al Mondo ad avere la più importante solidità finanziaria, non è immutabile nel tempo. Chi arriverà dopo a gestire il Comune, dovrà prestare la stessa attenzione e competenza nell’aggiornare tutti gli strumenti ed operazioni che hanno permesso questo straordinario risultato. Il bilancio va gestito con cura quotidiana. Altrimenti dopo dieci anni di chiacchiere fini a se stesse … ci si ritrova in dissesto finanziario. Poi la colpa delle proprie incapacità … è di Renda, Leandro o Traiano … ma il dissesto lì rimane, nella storia della Città. Come l’A1 … ed i rispettivi responsabili».

Giuliana Satta

ULTIME NEWS