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Molotov contro i carabinieri

Molotov contro i carabinieri

Un ordigno inoffensivo è stato lanciato all’interno del cortile della caserma. Lo scorso 12 gennaio l’esplosione al Tribunale. Inquirenti al lavoro per individuare il responsabile del gesto

CIVITAVECCHIA – Un altro episodio di quelli che potrebbero creare allarmismo tra la gente e far pensare a qualcosa di più grosso. Ma di grosso non ci sarebbe un bel niente in questa storia, che ancora una volta mette in evidenza l’esistenza nella società civitavecchiese di soggetti da emarginare, di quelli che pur di sentirsi protagonisti, metterebbero a rischio la loro incolumità e quella altrui. Nessuna banda armata, nessuna frangia anarchica, niente attentato alle istituzioni: potrebbe essere stato semplicemente uno spiantato (probabilmente due)  dal profilo psicopatologico neppure tanto complesso a lanciare una molotov all’interno della caserma dei Carabinieri di via Antonio da Sangallo.

Il dispositivo incendiario – totalmente inoffensivo da quanto si è appreso – ha raggiunto il cortile del comando. Nessuno si è accorto di nulla, a parte i militari che hanno immediatamente avviato le indagini per risalire all’autore  – o agli autori – del gesto. Dalla Compagnia del Carabinieri nessuno conferma né smentisce la notizia, che fa tornare alla mente quella del 12 gennaio scorso, quando qualcuno posizionò un ordigno nei pressi del Tribunale. Due casi distinti e separati? Oppure una sola mano dietro a gesti di questa natura? È presto per stabilirlo con certezza, mentre sembrerebbe assodata l’inesistenza sul territorio di Civitavecchia di nuclei sovversivi magari legati alla politica. Potrebbe trattarsi di uno studentello disinserito dal contesto sociale, magari un disobbediente dalla spinta narcisista amante delle sfide. Fino ad ora, ipotizzando un legame tra i due casi, ha preso di mira solo le istituzioni pubbliche a carattere repressivo, evitando con molta probabilità volutamente di arrecare grossi danni a persone o cose. Gesti che potrebbero sembrare degli atteggiamenti di sfida verso le forze dell’ordine. Le indagini proseguono a 360 gradi per assicurare alla giustizia gli autori degli attentati.

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