Pubblicato il

Omicidio Solano: chiesto l’ergastolo per Di Bella

Omicidio Solano: chiesto l’ergastolo per Di Bella

È la conclusione dell’arringa del pubblico ministero davanti alla Corte d’Assise di Roma. Il clochard fu trovato morto nel 2014 nei pressi della stazione di Santa Severa

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – A conclusione della requisitoria davanti alla Corte d’Assise di Roma, il pubblico ministero dottoressa Alessandra Zavatto ha chiesto l’ergastolo per Maurizio Di Bella, l’uomo che nel giugno del 2014 uccise per motivi passionali nei pressi della stazione ferroviaria di Santa Severa Luigi Solano, un italiano senza fissa dimora. La vicenda prese il via nei primi giorni del giugno di due anni fa, quando due rumeni, soliti frequentare la zona a nord della stazione ferroviaria della frazione santamarinellese, rinvennero tra l’erba alta il corpo di un uomo dall’apparente età di 30 anni, morto per un colpo alla testa con una sbarra metallica. Iniziarono le indagini dei Carabinieri che in 72 ore riuscirono a identificare l’uomo e arrestarono tre persone coinvolte nell’omicidio. Si trattava di tre italiani, un romano e due siciliani, tutti conoscenti dell’uomo ucciso. I Carabinieri, dopo un’intensa attività tecnica e di indagini serrate in collaborazione con la Polizia Ferroviaria di Civitavecchia e del personale del Compartimento ferroviario di Roma Termini, riuscirono, grazie anche ai rilievi effettuati sull’arma del delitto, sulle tracce lasciate e sulle immagini delle telecamere presenti nella stazione della Capitale, a risalire agli assassini. I quattro clochard, infatti, si conoscevano molto bene e  frequentavano gli ambienti romani. Il trentunenne Luigi Solano, trascorreva le sue giornate nel container che aveva occupato da tempo in un’area distante circa 500 metri dalla stazione vicino allo snodo ferroviario di Santa Severa per poi salire sul treno e dirigersi a Roma Termini dove incontrava altri tre clochard, due uomini ed una donna. Qualche giorno prima dell’omicidio, proprio alla stazione della Capitale, c’era stata una lite ripresa dal sistema di video sorveglianza interno, risalenti al mercoledì precedente il delitto, tra il Solano e due degli indagati, con l’intervento dei Carabinieri. I tre si incontrarono ed ebbero una nuova discussione proprio nei pressi della stazione di Santa severa culminata con l’uccisione del Solano. I due uomini lo trascinarono nel vicino terreno e lo gettarono con la testa fracassata nella folta vegetazione cercando di occultare il cadavere sotto una pesante lastra metallica.L’attività d’indagine, immediatamente attivata dai Carabinieri, si rilevò particolarmente complessa. Determinanti furono i numerosi riscontri effettuati dai militi nell’immediatezza dell’evento, attraverso l’acquisizione di testimonianze da parte di persone in grado di riferire circostanze e alle tracce trovate sul luogo del delitto, che consentì di identificare la vittima e di ricostruirne gli ultimi momenti in vita. Atteso l’esito delle ricognizioni fotografiche dei tre, riconosciuti dai testimoni come presenti a Santa Severa Nord proprio quel giorno, gli inquirenti acquisirono altre informazioni che hanno permisero di giungere all’ammissione di colpevolezza da parte del Di Bella che descrisse come si svolsero i fatti, in piena rispondenza con gli accertamenti scientifici effettuati sul luogo del delitto. Ieri, quindi, la richiesta da parte del Pubblico Ministero che, verificati i fatti e i capi d’accusa, ha chiesto il carcere a vita per il Di Bella per omicidio volontario.

ULTIME NEWS