Pubblicato il

Rsa, Comuni in rivolta

Rsa, Comuni in rivolta

Assistenza sociosanitaria a rischio dopo i tagli della Regione. Il pagamento delle rette agli enti locali passa dall’80 al 16%. Il vicesindaco Lucernoni: "Comprensorio pronto ad una azione unitaria"

di ELISA CASTELLUCCI

CIVITAVECCHIA – La popolazione anziana aumenta e i servizi di assistenza sociosanitaria diminuiscono drasticamente. Sono stati anni duri per il welfare regionale e l’ultima mannaia va a colpire la sanità convenzionata e il mondo delle rsa, le residenze per anziani, che da circa 30 anni svolgono un’importante funzione di recupero e sostegno alle famiglie. Nell’ultimo assestamento di bilancio Zingaretti ha tagliato, in forma retroattiva, i finanziamenti ai comuni per il pagamento delle rette delle rsa, passando dall’80% al 16%: decisione che sta ulteriormente mettendo in ginocchio le finanze degli Enti locali, L’ennesima stortura di un commissariamento alla sanità, che di tanto in tanto ricade sui servizi sociali e che ha fatto scattare la preoccupazione di molti comuni del Lazio. Per Civitavecchia significa che il rimborso alle tre strutture sarà di 130 mila euro invece di 600 mila euro.

Questo pomeriggio riunione urgente voluta dal vicesindaco Daniela Lucernoni, con gli assessori ai Servizi Sociali di Tolfa, Santa Marinella, Sacrofano e Cerveteri, per pianificare un’azione unitaria. «Il 19 si terrà la conferenza dei sindaci allargata ai 27 comuni del Lazio per fare rete e cercare di concertare una strada comune – ha spiegato – dovremmo stanziare 500 mila euro in più, ma già sappiamo che quei soldi non ci sono».

«Le conseguenze saranno disastrose sul bilancio – continua Pamela Pierotti di Tolfa – andiamo a distruggere un percorso di deistituzionalizzazione dell’utenza, attraverso i progetti e gli assegni alle famiglie: chiediamo alla Regione che ci aiuti, così non siamo e non saremo più in grado di dare risposte ai cittadini».

Sulla vicenda dalla Pisana, intervento duro del consigliere David Porrello (M5S), «La questione delle rette non è una priorità per Zingaretti ma è cruciale per quelle migliaia di famiglie. I dati sono allarmanti e il confronto con le altre regioni impietoso, quindi chiediamo al Presidente di attivarsi per rimodulare gli scaglioni o le soglie Isee che regolano le  tariffe di ricovero basandosi su quanto espresso nelle sentenze del Tar. Necessario anche che le Asl competenti esercitino gli opportuni controlli sulla qualità delle prestazioni rese dalle strutture residenziali escludendo i doveri di integrazione delle prestazioni da parte dei degenti».

ULTIME NEWS