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Cara in consiglio tra le polemiche

Cara in consiglio tra le polemiche

Verrà affrontato alle 15 all'aula Pucci il tema dell'accoglienza dei migranti alla ex caserma De Carolis. Continua la raccolta firma da parte di Noi con Salvini contro la struttura. Marietta Tidei invita l'amministrazione ad un maggiore coinvolgimento della città. SeL chiede garanzie

CIVITAVECCHIA – Un consiglio comunale ricco di argomenti d’attualità quello in programma questo pomeriggio alle 15 all’aula Pucci. Verrà portata in discussione, infatti, la delibera che aprirà ufficialmente la strada ai lavori per la ristrutturazione della ex caserma De Carolis e la realizzazione di un Cara per ospitare 298 migranti.

Una struttura su cui, in città, si continua a discutere. Tanto che è in corso la raccolta firme organizzata dal Coordinamento cittadino di Noi con Salvini. “Auspico una profonda riflessione da parte dell’amministrazione comunale – ha spiegato il senatore Gian Marco Centinaio, commissario del Lazio di NcS – per adoperarsi all’impedimento, come stiamo facendo noi, di una situazione che innescherà processi negativi che si protrarranno per anni in tema di sicurezza dei cittadini, economico e sanitario. I Sindaci devono avere il coraggio di opporsi in rappresentanza delle esigenze dei cittadini , invece nel caso di Civitavecchia riscontriamo, come notoriamente conosciuto, tutto l’appoggio in cambio non si sa di cosa”.

Secondo il parlamentare del Pd Marietta Tidei, invece, la vicenda andrebbe affrontata con responsabilità ed umanità. ” Il vicesindaco Lucernoni parla dell’accoglienza dei migranti come di una scelta obbligata, imposta dal prefetto Gabrielli – ha spiegato –  ai 5 Stelle dovrebbe venire in mente, forse, che con un prefetto si dialoga e si cerca di mediare, non c’è la si può cavare dicendo che siccome siamo obbligati chiederemo qualche metro di marciapiede e qualche lampione in più. La verità è che una vicenda che indubbiamente avrà un impatto importante sulla città ha bisogno di un approccio e di un modo di comunicazione diverso. La città andava coinvolta fin dall’inizio e nella massima chiarezza, sia sugli aspetti legati alla sicurezza che sugli aspetti umanitari e gestionali dell’intera operazione di accoglienza. L’arrivo dei migranti è noto all’Amministrazione da più di un anno e ritengo assurdo che in un anno, al di là di un Consiglio comunale aperto al quale non hanno neanche partecipato tutti i rappresentanti coinvolti nell’accoglienza, non si sia trovato un momento di confronto ampio con la città che riguardasse tutti gli aspetti della questione. Sono da sempre favorevole ad accogliere chi ha bisogno – ha concluso Marietta Tidei – e lo sono anche in questa occasione. Sarò tra quelli che andrà a dare il benvenuto ai migranti e mi preoccupano alcuni toni che ho sentito da esponenti di vari comitati, ma proprio perché l’accoglienza deve essere la migliore possibile mi sarei aspettata un’operazione culturale e comunicativa da parte dell’Amministrazione di ben altra levatura”.

C’è poi SeL a ribadire come Civitavecchia non possa tirarsi indietro e debba fare la propria parte in termini di accoglienza, pretendendo però solidarietà e garanzie. “Pur comprendendo che di fronte all’emergenza, le istituzioni debbano assumere delle decisioni, a volte anche impopolari e che non sia sempre facile farle precedere da una fase di ascolto e di condivisione con la città e con il suo tessuto sociale ci preoccupa – hanno spiegato dal circolo cittadino – come deve preoccupare alla città l’assenza di azioni opportune da parte del Sindaco e della Giunta, per evitare che il problema, già  difficile, diventi drammatico, come purtroppo è già successo nel recente passato. Ci sono due aspetti che non devono essere assolutamente trascurati: il primo è che il Consiglio Comunale di oggi possa essere trasformato in “bolgia razzista”, nella quale possano sguazzare i soliti cretini e soprattutto quelle forze politiche con la strumentalizzazione del tema, tentano vergognosamente di costruire consensi. Il secondo è la gestione della vicenda da parte dell’amministrazione comunale, di cui non ci fidiamo per nulla. Avendo già ampiamente dimostrato inadeguatezza e incompetenza su molte questioni tremiamo, al solo pensiero che dovranno prestare le loro “capacità gestionali” per una partita così importante. I presupposti non sono quindi incoraggianti e se anche fosse vero che la decisione di portare il centro di accoglienza a Civitavecchia è stata imposta dalla Prefettura – hanno aggiunto – l’imposizione stessa non deve essere subita in assenza di garanzie per la città sui numeri, sulla qualità dell’accoglienza, sui problemi legati alla sicurezza e sulle necessarie forme di integrazione che si intendono mettere in atto. Determinati dati, sono secretati e non sono stati comunicati alla città, in completa antitesi con quello che qualcuno continua a millantare di fare, in nome di una novità politica che si è rivelata  non essere tale. Anche per questo, auspichiamo e chiediamo che il dibattito in Consiglio di oggi, serva unicamente ad informare la città su tutti gli aspetti e non si trasformi in un’arena di pressappochismo ed inciviltà”.

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