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Il Tar dà ragione alla Porto Romano

Il Tar dà ragione alla Porto Romano

Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso della società che gestisce il porticciolo turistico. Per ampliare la struttura il Comune dovrà stilare una nuova convenzione urbanistica

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Con la decisione presa dal Tribunale Amministrativo Regionale, che ha accolto il ricorso della Porto Romano, la società che ha in gestione il porticciolo turistico, si allontanano le possibilità di vedere ampliare la struttura portuale, quantomeno nell’immediato, visto che ora, il Comune, dovrà stilare una nuova convenzione urbanistica. I motivi che hanno spinto i giudici a dare una sentenza che dà torto all’amministrazione comunale, sono riportati nella delibera approvata in consiglio comunale della convenzione urbanistica. In pratica, il sindaco Bacheca, aveva di fatto presentato un nuovo elaborato che andava a sostituire quello presentato nel 1996, che trasferiva il bene pubblico in gestione ad un privato con una serie di paletti che andavano rispettati, in particolare l’utilizzo da parte dei residenti dei posti barca ad un prezzo favorevole e la destinazione di alcuni approdi ai pescatori professionisti, tutti inseriti nella darsena vecchia. La nuova convenzione urbanistica prevedeva la costruzione della viabilità di accesso e di uscita dal porticciolo a spese della società gestrice, il versamento di 50 mila euro annui al Comune per la promozione di attività turistiche, la messa in sicurezza dei due fossi adiacenti al marina che avrebbero dovuto seguire un percorso stabilito per sfociare in mare ed inoltre rispettare le tariffe agevolate per i residenti. Secondo i giudici, sono vincoli che non avrebbero mai reso possibile realizzare i nuovi posti barca. Infatti, la convenzione urbanistica proposta dalla maggioranza del sindaco Bacheca, avrebbe indotto la società che ha in gestione il porto turistico a realizzare alcune opere al di fuori del perimetro portuale e della stessa concessione demaniale, rischiando di toccare proprietà private. Come ad esempio quella indicata per la realizzazione dello svincolo di accesso al porto, che risulta essere non in concessione alla Porto Romano. Così come l’obbligo di mettere in posa una barriera soffolta nei pressi della spiaggia del castello, che peraltro non rientra nella concessione rilasciata dal Ministero. Tra i punti contestati dai legali della Porto Romano anche il versamento di 200 mila euro per lo studio di bonifica e tutela ambientale che, secondo gli avvocati, non erano accompagnati da precise linee guida. Una precedente sentenza del Consiglio di Stato, stabiliva che il Comune avrebbe dovuto stilare una convenzione urbanistica facendo riferimento al progetto presentato dalla Porto Romano nel 2003 e che aveva ottenuto tutti i nulla osta e i permessi del Ministero.

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