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Dal latino a scuola alla matematica, ingegneria e astrofisica all’Università

Tarquinia. Esemplare esperienza di Chiara Cappello, Angelica Biddiri e Giorgio Contestabile: ex alunni del liceo classico Cardarelli di Tarquinia. Molti studenti dell’indirizzo umanistico si sono poi rivolti ad atenei con indirizzo scientifico

Tarquinia. Esemplare esperienza di Chiara Cappello, Angelica Biddiri e Giorgio Contestabile: ex alunni del liceo classico Cardarelli di Tarquinia. Molti studenti dell’indirizzo umanistico si sono poi rivolti ad atenei con indirizzo scientifico

TARQUINIA – Chi lo ha detto che il liceo classico è solo latino e greco? Niente di più falso, almeno guardando ai risultati raggiunti dagli ex studenti del liceo classico Cardarelli di Tarquinia. Una buona parte di loro, infatti, dopo il diploma, ha intrapreso carriere universitarie scientifiche. È il caso, ad esempio, di Chiara Cappello, uscita tre anni fa dal Liceo e classificata tra i primi cinque studenti nella selezione per la facoltà di Matematica, laureatasi in corso in matematica con il massimo dei voti, e attualmente iscritta alla laurea magistrale. «La traduzione dal latino e dal greco all’italiano – spiega Chiara – mi è servita come palestra di metodo, perché quando traduci ti vengono date delle regole ‘‘di base’’ ma poi tocca a te riuscire a metterle insieme per ottenere qualcosa, dato che una stessa parola può avere più significati. E questo è un po’ quello che si fa con la matematica: vengono stabilite delle basi e poi il vero lavoro consiste nel trarne i significati e ottenerne qualcosa di nuovo. Penso che questo non valga solo per la matematica (per quanto ne so) ma anche per molte altre discipline scientifiche. Si tratta di una sorta di inventiva logica». Anche Angelica Biddiri, diplomata due anni fa, sta attualmente frequentando il secondo anno di Ingegneria informatica: «Qualcuno potrebbe pensare che iscriversi a Ingegneria informatica dopo aver fatto il liceo classico potrebbe essere una scelta azzardata – racconta Angelica – ma a volte dimentichiamo che la matematica è un linguaggio, e come tale va capito e interpretato. Al liceo classico mi è stato insegnato a imparare, a capire qualsiasi cosa io stessi trattando a prescindere dall’argomento. Una cosa che ho notato sin da subito appena mi sono iscritta all’università è stata la facilità nell’apprendere e memorizzare nozioni teoriche (anche complesse) più velocemente dei colleghi provenienti da altri tipi di scuole. Tutte quelle ore spese a ragionare su una traduzione dal greco o dal latino all’italiano mi hanno allenato a domandarmi sempre il perché di certe nozioni, permettendomi di svolgere gli esercizi con spirito critico e non solo meccanicamente. Rifarei mille volte la scelta del liceo classico». E poi il caso di Giorgio Contestabile, iscritto al 1° anno di Astrofisica: «Aver studiato al liceo classico – spiega Giorgio – è stata senza dubbio l’esperienza più significativa della mia vita intellettuale. Durante questa emozionante avventura ho avuto il privilegio di conoscere i grandi del passato, coloro che hanno eretto i pilastri del sapere sui cui tutta la nostra cultura è stata edificata. Un grandissimo ringraziamento va ai miei professori, che sono stati abilissimi nel rivestire sia il ruolo di guide che quello di preziosi compagni di viaggio». «E’ una grande soddisfazione per noi – racconta la dirigente Laura Piroli – vedere come i nostri studenti intraprendano con successo le più varie carriere universitarie. Questo è sinonimo di qualità del nostro liceo, serietà e professionalità del corpo docenti che prepara in maniera valida gli studenti».

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