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Interporto: base d'asta da 11,5 milioni

Interporto: base d'asta da 11,5 milioni

Pubblicata la procedura competitiva per la vendita del ramo d’azienda della Interporto di Roma Piattaforma Logistica Civitavecchia srl in liquidazione

CIVITAVECCHIA – Dopo la procedura per l’acquisto della partecipazione totalitaria nel capitale sociale della Icpl srl, che ancora non si è chiusa, con un’aggiudicazione con riserva in attesa che la società che si è candidata consegni le certificazioni del possesso di requisiti soggettivi ed oggettivi come descritto dalla legge, il Tribunale ha dato il via alla procedura competitiva per la vendita del ramo d’azienda della Interporto di Roma-Piattaforma logistica di Civitavecchia srl in liquidazione.

Nuovo capitolo per una storia che sembra non avere fine. Nata con auspici di sviluppo e con un capitale pubblico importante, la vicenda della piattaforma logistica alle spalle del porto ha mostrato da subito tutte le sue difficoltà. E con il passare del tempo la situazione non è migliorata. Tutt’altro. Fino al fallimento della società, ai rapporti contrastanti con il Comune che oggi potrebbe giocare un ruolo importante ma che preferisce, almeno in questo momento, rimanere alla finestra per monitorare la situazione. Il valore del ramo d’azienda di proprietà della Interporto di Roma, concernente l’attività di gestione della piattaforma logistica, concesso in affitto – a far data da giugno 2014 – alla società Icpl srl (la NewCo) controllata al 100% dalla società fallita, è stato stimato dal dottor Francesco Pezzella (incaricato dal curatore fallimentare Angelo Novellino) e valutato in 11.514.946 euro, «con esclusione – si legge nella perizia – dei crediti e dei debiti alla data del bilancio fallimentare (9/12/2014), che rimangono a favore e a carico della procedura, ma con l’aggiunta del diritto di concessione di cui alla convenzione stipulata con il Comune di Civitavecchia». Non si parla più, quindi, della partecipazione nella società ‘‘figlia’’, la Icpl srl, con il dottor Pezzella che aveva determinato il valore della partecipazione pari a zero, e con la base d’asta che era stata fissata a 40 mila euro. Stavolta si va alla vendita del ramo d’azienda della società madre, con una base d’asta consistente, se si tiene però conto anche dell’ingente debito della società stessa. A giugno dello scorso anno la stessa società ha stipulato un contratto d’affitto di ramo d’azienda con la società Icpl srl, comprensiva dei capannoni, delle autorizzazioni e dei beni materiali per il corrispettivo annuale di oltre 25 mila euro, per la durata di un anno rinnovabile in assenza di disdetta. Il termine per presentare le domande è fissato in sessanta giorni.

Nel frattempo comunque bisognerà fare chiarezza su aspetti che non sembrano però essere secondari in tutta questa vicenda. Innanzitutto quello della revoca o meno della concessione da parte del Comune. E poi il mantenimento dell’occupazione, primo obiettivo più volte sbandierato dal sindaco Cozzolino. «È ferma intenzione dell’attuale amministrazione comunale fare tutto ciò che è in proprio potere per garantire il rilancio dell’area della piattaforma logistica che deve diventare un insediamento produttivo utile per il territorio e in grado di contribuire al rilancio occupazionale in un momento di crisi economica come quello attuale». Questo quanto dichiarato solo qualche giorno fa dal primo cittadino, all’indomani anche dei problemi sorti tra Icpl e Geochem Logistics, la società chiamata per sviluppare e rilanciare l’area, trovando nuovi partner commerciali. Un lavoro in parte svolto, come dimostra l’accordo per l’avvio della nuova tratta tra Civitavecchia e Marsiglia. Ma minato da rapporti poco chiari con Icpl che, come raccontato dallo sviluppatore di Geochem Franco Favilla, avrebbe più volte impedito l’accesso alla società. Tanto che non è escluso che la Geochem possa tirarsi indietro e lasciare Civitavecchia, spostando la sua attività verso altre piattaforme logistiche.

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