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Per la politica è mezzanotte e arrivano i fantasmi

Per la politica è mezzanotte e arrivano i fantasmi

L’INTERVENTO. Venerdì la gente comune ha occupato i banchi dei consiglieri comunali

di FABIO ANGELONI

Nel buio della politica è scoccata la mezzanotte. E i problemi, quelli veri danzano come fantasmi. Ma la politica non c’è. La fiducia non c’è. Venerdì, la gente ha occupato i banchi dei consiglieri comunali. Non i soliti disperati organizzati, ma la gente comune.  Erano professoresse, pensionati, giovani madri, pendolari schierati contro il Cara alla De Carolis. Per il momento la decisione è stata rinviata. Loro non ci stanno. Non si fidano di mettere in mano la sicurezza dei propri figli ad una giunta che ha consolidata fama di incapacità assoluta.

La solidarietà non c’è. Ventuno mesi di tutti contro tutti. Contro gli operai HCS, contro i commercianti e i loro dehors, persino contro i vecchietti ribelli del centro anziani, e il nuoto per disabili. Cozzolino consuma la sua vendetta contro i “privilegiati della vecchia politica”. Ai bordi di un corpo sociale scientificamente sfilacciato crescono ora frange xenofobe, razziste. Venerdì si sono affacciate sulla vicenda Cara. Non è una sorpresa. Non può essere una sorpresa. La legalità non c’è più.

L’assessore al lavoro, tal Savignani, durante una riunione con gli operai di Città Pulita (in media la terza elementare con una rilevante presenza di ex detenuti riabilitati) ha additato nei consiglieri firmatari di un ricorso al Tar i “nemici del posto di lavoro”. Forse per vendicare lo spintone a Cozzolino, da parte di un quadro di un’altra municipalizzata. Di Savignani ai più sfuggono le opere. Latitante da sempre nelle vertenze che hanno provocato due o tre centinaia di nuovi disoccupati, incapace in 21 mesi di redigere uno straccio di piano industriale malgrado le costose consulenze, in compenso ha dimostrato un irresponsabile talento per manipolare i più deboli senza alcuno scrupolo.

Il partito che non c’è. Prima il cartellino giallo del Prefetto Gabrielli (voluto da Renzi). Poi la nomina di Monti all’Authority da parte di Delrio (Ministro di Renzi). Il Pd di Civitavecchia incassa un uno-due micidiale. Tocca “zero credibilità” il segretario Leopardo, inconsistente e del tutto incapace di collegare il partito con il livello romano, dove il PD guida Città Metropolitana, Regione e Governo centrale. E dove si fanno le scelte che contano. La vicenda del Cara e quella dell’Enel lo dimostrano: Civitavecchia avrebbe bisogno di un PD partito di governo. Ma quel PD non abita a Civitavecchia. E per la città si avvicinano le ore più buie di una lunga notte. Ormai senza stelle.
 

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