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Un Partito democratico alla resa dei conti

Più che una tragedia un trionfo della ritrovata partecipazione cittadina

Più che una tragedia un trionfo della ritrovata partecipazione cittadina

di TONI MORETTI

CERVETERI – Tragedia? No, direi un trionfo. Ciò che si sta consumando in questi giorni nel Pd di Cerveteri, stando ai tempi che si vivono, alle nuove spinte e alla volontà che i cittadini hanno di partecipare. Questi infatti non si accontentano più di una delega in bianco, ma la meditano, la ponderano e le danno un senso col minimo rischio. E’ il trionfo dell’intelligenza che comprende il cambiamento e lo fa suo. Con un sorprendente ed inaspettato piglio da leader su una solita minestra riscaldata che vede impegnati burocrati e alchimisti di numeri e numeretti, di firme e di firmette, tutte da vedere sul piano della legittimità, usate per variare, organismiche nulla hanno del loro assetto originario appena usciti dalle urne. E’ il gioco vecchio per conservare “l’uso” della bandierina che corre un serio rischio di diventare improprio, che coagula consensi e una volta raggiunti i quali si pensa che il gioco sia fatto. Non si vuole farsi una ragione che non è più così. Il Segretario del circolo del PD Alessandro Gnazi, giovane avvocato, Tanto giovane da aver fatto pensare che con la scusa dell’inesperienza fosse addomesticabile malleabile tanto che fino a poco tempo chi del partito aveva visione aperta e non china a detentori o presunti tali portatori di “pesi specifici” nel partito era convinto che fosse stato avvolto e condizionato dalla grande ammucchiata conservatrice. Poi, all’improvviso, quelle parole che sembravano ipocrite e inutili :”Collaborate tutti a fare un partito aperto, inclusivo, che ascolti accolga e rispetti le istanze della gente”, assunsero un senso quando aprì il partito ad un confronto con l’ Amministrazione osteggiato dai soliti noti, in modo pregiudiziale, cosa politicamente tra le più imbecilli. Da allora, per Alessandro Gnazi furono dolori. Si trovò spiazzato un consigliere “pellegrino” dai tempi dell’IDV, eletto non con, ma grazie alla maggioranza, passato al PD che sta all’opposizione, dopo oltre un anno di permanenza nella maggioranza, con l’ambizione di fare il capo-gruppo.(La conquista della bandierina avrebbe portato a qualche voto in più dei circa cinquanta raccolti alle elezioni con un passato da Assessore all’Ambiente.) Vede svanire il sogno della riabilitazione di un figlio trombato in malo modo che ha capito a sue spese quanto utile sia quella bandierina, un vecchio “commis” della politica eterno vice di qualcosa e di qualcuno. Vede vanificata la sua vendetta paesana chi tra un tortellino ed un raviolo meditava fiele per chi secondo lei gli aveva fatto uno sgarro. Vede disgregarsi il suo disegno chi voleva fotterli tutti scendendo in campo a portare pace ponendo sul piatto il suo peso specifico. Ma soprattutto veniva meno il peso della “corona” a guardia di possedimenti maltrattati in nome del popolo. ” Ora al congresso” dice Gnazi che assume con questo gesto una personalità politica ben definita. “che siano gli iscritti a dire il partito che vogliono. Quello dei cittadini o quello dei furbacchioni. Io mi ricandido a Segretario per continuare quanto iniziato».

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