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"Un ricorso a tutela della città"

"Un ricorso a tutela della città"

La minoranza ha chiarito le motivazioni che hanno portato i consiglieri ad appellarsi al Tar. Presentata una proposta di delibera per un nuovo accordo con Enel da 140,3 milioni di euro

CIVITAVECCHIA – «Un ricorso a tutela dell’amministrazione comunale». I consiglieri di opposizione tornano sulle motivazioni che li hanno spinti a fare appello al Tar del Lazio per impugnare la delibera di giunta sull’accordo Enel, sottolineando come il giudizio del tribunale amministrativo rappresenti una garanzia anche per i Cinque Stelle. La minoranza è andata oltre, poi, confezionando una proposta di delibera da portare in consiglio comunale, proprio per ridefinire in rapporti con Enel. «Perchè – ha spiegato Pietro Tidei – il M5S non voleva i soldi dell’azienda e invece è andato a fargli un grosso favore, con un accordo a ribasso e svendendo la città. Noi non possiamo permetterlo».

E contestano in modo duro anche e soprattutto l’assessore Savignani, dopo il blitz a Città Pulita nel corso del quale avrebbe scaricato sull’opposizione le colpe dell’eventuale fallimento delle partecipate, «comprendo con il nostro ricorso – ha aggiunto Andrea D’Angelo – la sua stessa incompetenza. La nostra azione, invece, va proprio nel senso opposto; con l’accordo descritto nella proposta di delibera andiamo a garantire un futuro a tutti quei lavoratori che oggi lo vedono incerto proprio grazie a due anni di nulla di Savignani».

Una proposta di delibera, quella a firma della minoranza, per un nuovo testo di bozza di convenzione tra Comune ed Enel, partendo dalle tre sottoscritte nel passato, con l’obiettivo di garantire i maggiori benefici possibili sia a livello ambientale e di salute pubblica, sia a livello socio economico, riprendendo in parte anche quanto descritto nel recente accordo siglato dal sindaco Cozzolino. Nella bozza di convenzione si parla di un importo forfetario ed onnicomprensivo pari a 140,3 milioni di euro, fermi restando gli obblighi per l’osservatorio ambientale ed il consorzio universitario. Ipotizzati percorsi di sviluppo con l’imprenditoria locale, il finanziamento delle ulteriori fasi dello studio epidemiologico ABC, lo sviluppo e al ricerca di metodologie innovative legate alla produzione di energia elettrica, solo per fare alcuni esempi.

«Nell’applicazione di questo nostro documento – ha chiarito Mauro Guerrini – la città si potrà sorreggere: è impossibile accettare un accordo al ribasso solo per pareggiare i conti del bilancio». Il consigliere Massimiliano Grasso ha annunciato poi che, proprio sul tema, verrà chiesto un consiglio in parte aperto e in parte chiuso. «Aperto – ha spiegato – per un confronto necessario con la città, in tutte le sue articolazioni, sui rapporti con la società. Chiuso per andare a discutere la delibera. La necessità di un consiglio comunale è evidente: l’amministrazione deve confrontarsi con la città su un tema che avrà un impatto per i prossimi vent’anni. Ricordiamo poi  che dall’accordo siglato dal Sindaco sono scomparsi i 300 milioni dell’eolico. Si tratta di un’attualizzazione a tutto vantaggio dell’Enel». «Il nostro è un contributo importante – ha aggiunto Marco Piendibene – il ricorso va nell’ottica di tutelare quelle entrate, per garantirle. La proposta di delibera è per ampliare quell’accordo firmato da Cozzolino e dettato solo da esigenze finanziarie inderogabili». «Perché hanno paura di passare in Consiglio? – si è chiesta Rita Stella – eppure hanno la maggioranza. Questa amministrazione deve confrontarsi con la minoranza e con la città». È stato poi Sandro De Paolis a sottolineare come «oggi devono dimostrare di saper governare. Finora non lo hanno fatto. Una cosa è certa: nessuno di noi vuole il default – ha concluso – sarebbe una iattura per tutta la città».

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