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Valle del Mignone: raccolta di firme per difenderla

Valle del Mignone: raccolta di firme per difenderla

TRASVERSALE. Il Comitato ha avviato una petizione da far giungere al Ministero dell’Ambiente. In poche ore già tantissime adesioni contro il progetto Anas

TARQUINIA- «Difendiamo la Valle del Mignone prima che sia troppo tardi». Questo il titolo della petizione da far giungere al Ministero dell’Ambiente, partita dal Comitato per la difesa della Valle del Mignone e pubblicata sul sito change.org dove è possibile sottoscriverla. «Fermiamo ora il progetto che distruggerà per sempre la Valle del Mignone, territorio incontaminato, ricco dal punto di vista flora-faunistico», spiegano i promotori. Ad agosto 2015, Anas presenta un altro progetto al Via, questa volta però “low cost”, che interessa la Valle del Mignone, territorio di Tarquinia, una delle più grandi zone a protezione speciale del Lazio (ZPS codice IT6030005) di 67573 ettari, che si estende da Tarquinia fino a Bracciano, uno dei pochi territori e paesaggi rimasti ancora incontaminati nel Lazio, denominata ‘Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate’. «Il progetto – precisa il Comitato – consiste nella realizzazione di quasi 18 km di tracciato stradale, a due carreggiate, con rilevati, viadotti, gallerie e, in fase di esercizio, con transito di migliaia di macchine in una delle aree più importanti in Italia per diverse specie animali. Al progetto proposto sono state presentate le osservazioni di associazioni al livello internazionale, nazionale e locale (WWF, Lipu, MAN, Altura, ORNIS Italica, SROPU, Italia Nostra onlus, Forum Ambientalista, CIA Tarquinia) e dei comitati locali, proprietari di immobili, aziende agricole e turistiche che hanno espresso le loro perplessità, essendo palese l’impossibilità oggettiva di mitigare tutti gli effetti negativi derivanti da un’opera del genere». Il comitato chiede che il progetto, attualmente in fase preliminare, non venga approvato. Queste le motivazioni: «Il progetto preliminare individuato come il ‘‘tracciato verde’’, costeggia il fiume Mignone, territorio che fa parte dalla rete Natura 2000, e rientra in una zona Zps (zona a protezione speciale), una delle aree più integre dal punto di vista naturalistico (e conservazionistico) del centro Italia. Inoltre non ci sono sufficienti dettagli sull’uso delle risorse naturali che, nella fase cantieristica, e non ci sono sufficienti dettagli sulle misure di mitigazione e compensazione adottate ed il progetto insiste su un territorio ad alto rischio idrogeologico». In poche ore già tantissimi i firmatari, sintomo evidente di un malumore diffuso.

F. F.

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