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''Valutiamo di costituirci parte civile''

''Valutiamo di costituirci parte civile''

Operazione Dia contro la camorra: ferma reazione del sindaco Paliotta. L’onorevole Minnucci: «Duro colpo alla malavita organizzata»

LADISPOLI – Duro colpo quello inflitto dalla Dia capitolina alla camorra a Ladispoli.

Un’azione capillare, partita alle prime ore del mattino dai piazzali della polizia stradale di Ladispoli – Cerveteri, che ha eseguito un decreto di sequestro di beni, emesso dal presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma, Guglielmo Muntoni, e dei giudici Franca Amadori e Marco Patarnello.

Coinvolti nell’azione della Dia cinque personaggi di ‘‘fama criminale’’, accusati di aver articolato un vasto sistema di usura e gioco d’azzardo sul litorale romano, in particolare a Ladispoli dove le persone in questione risiedono.

Un maxi blitz che ha portato al sequestro di locali commerciali, negozi, appartamenti, residence e ville, ma anche conti bancari; beni per un valore di oltre 100milioni di euro ricavati da attività illecite. nel corso degli anni.

Un fatto di cronaca memorabile, un’azione sensa precdenti a Ladispoli sulla quale anche il sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta ha sentito il dovere di esprimersi attraverso toni duri e fermi.

«E’ chiaro che la camorra ha investito in queste zone in proprietà e attività per centinaia di milioni» ha commentato il primo cittadino.

«L’operazione – ha continuato il sindaco Paliotta – è la conseguenza di indagini avviate da tempo e conferma la preoccupante ramificazione avvenuta negli ultimi anni.

Fermo restando che, a differenza di altre realtà italiane, a Ladispoli e nei comuni di questo territorio non si è mai registrato nessun collegamento tra la malavita organizzata e gli ambienti politico-amministrativi, esprimiamo la nostra preoccupazione per l’entità del fenomeno portato alla luce dalle indagini della Dia».

«Appare incomprensibile – ha commentato il sindaco Crescenzo Paliotta – che persone inviate molti anni fa in soggiorno obbligato in questo territorio, come è successo in altre città, abbiano potuto poi sviluppare attività e acquisire proprietà con finanziamenti provenienti dalle loro zone di origine».

«La cultura dei nostri territori – ha concluso Paliotta – è estranea a questi fenomeni ed è arrivato il momento che le persone coinvolte siano allontanate e rimandate nei loro luoghi di origine.Stiamo valutando la possibilità di costituirci parte civile per la tutela dell’immagine della Città che, ripetiamo ancora una volta, è del tutto estranea a questo tipo di fenomeno».

Pieno appoggio alle parole del sindaco Paliotta arriva dall’onorevole democratico Emiliano Minnucci.

«L’operazione condotta dalla Dia a Ladispoli e in tutto il litorale a nord di Roma – ha commentato l’onorevole – rappresenta un duro colpo alla malavita organizzata. Quello che è emerso nella giornata di ieri ci dice chiaramente che la Camorra ha radici ben radicate nel nostro territorio».

«Questa situazione deve far riflettere e preoccupare allo stesso tempo – ha continuato Minnucci – l’azione di contrasto che svolgono magistratura e forze dell’ordine è necessaria ma non sufficiente: serve il contributo attivo di tutta la parte sana delle nostre Comunità, che è largamente maggioritaria».

«In quest’ottica, dunque,- ha concluso l’onorevole dem Emiliano Minnucci – è degna di plauso la decisione del Sindaco di Ladispoli, Crescenzo Paliotta, circa la volontà di costituire la sua cittadina come parte civile.

Un’ottima azione a difesa del territorio, della sua Comunità e dell’immagine della Città stessa».

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