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Società in affanno: Micchi scarica le colpe

Società in affanno: Micchi scarica le colpe

Dopo il blitz di Savignani a Città Pulita, stavolta è il liquidatore che in un’assemblea ad Hcs punta il dito contro la minoranza ed il ricorso al Tar sull’accordo Comune-Enel. Attig (Ugl): "L’inerzia espressa finora ha determinato uno stato di crisi profonda"

CIVITAVECCHIA – Stesso copione, ma soggetto differente. Con l’aggravante che questa volta è un tecnico a lanciare accuse scaricando le colpe su altri. Venerdì scorso era stato l’assessore Marco Savignani a recarsi a Città Pulita per motivare le difficoltà e lo stallo nella questione delle partecipate accusando la minoranza per il ricorso al Tar presentato in merito all’accordo Comune-Enel. Questa mattina, invece, è stato il liquidatore Carlo Micchi in un’assemblea con i lavoratori di Hcs a ripetere, in sostanza, la stessa cosa ed escludendo, anche stavolta, organizzazioni sindacali e rsu. L’opposizione, qualche giorno fa, aveva ribadito di aver fatto ricorso al Tar solo per chiedere il passaggio in consiglio dell’accordo. Se il tribunale dovesse accogliere la richiesta, lo schema dovrà essere votato in Consiglio – come sottolineato tra l’altro da Enel che ha richiesto indietro i 7 milioni già versati e quindi nelle disponibilità del Comune – garantendo e blindando di fatto sia quanto già nelle casse del Pincio, sia quello che dovrà essere versato nei prossimi anni.

Per il confederale dell’Ugl Fabiana Attig quello di Micchi e Savignani è un comportamento ‘‘inadeguato e carbonaro’’. «L’inerzia espressa finora – ha spiegato – ha determinato uno stato di crisi profonda delle società da cui difficilmente, se non si inverte la rotta, se ne verrà fuori. Da quando questo liquidatore è subentrato ai suoi predecessori il debito delle partecipate è lievitato da 23 milioni di euro a oltre 40 milioni di euro, nonostante vi fossero delle prescrizioni ben precise dettate dalle delibere commissariali ancora esecutive. A farne le spese sono sempre e soltanto i lavoratori. Senza una soluzione alternativa a quella sterile prospettata fino ad oggi, l’Ugl perseguirà tutti i responsabili di questo disastro annunciato e del procurato fallimento delle partecipate in tutte le sedi opportune».

Cgil, Cisl e Uil si dicono invece preoccupatati del ricorso al Tar, pur se questo non mette a rischio le risorse ecomiche ma affronta il problema dal punto di vista tecnico amministrativo. Ed auspicano una soluzione che sia immediata, nell’interesse di tutti.

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