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«Timidi passi avanti sull’immigrazione, qualche passo indietro sull’accordo inglese»

I Paesi dell’Est Europa che non vogliono accogliere rifugiati non godranno più, come fanno ora, della generosità dei Paesi che maggiormente contribuiscono ai fondi Ue. È questo, a quanto si apprende, il senso del discorso che il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha fatto nel corso della cena dei capi di Stato o di governo dell’Unione Europea tenutasi giovedì sera al Palazzo Justus Lipsius, sede del Consiglio Ue a Bruxelles, appuntamento dedicato al tema dei migranti, dopo una prima sessione sulla Gran Bretagna. In sostanza, Renzi ha detto, rivolto in particolare ai Paesi dell’Europa Orientale, che è ora di smetterla con le prese in giro. Il problema dei rifugiati riguarda tutti i Paesi dell’Ue, ha sottolineato il premier durante il Consiglio Europeo, concetto che viene ripetuto da oltre un anno. La solidarietà europea, ha sostenuto il premier italiano, deve essere bidirezionale, non può consistere solo nel prendere, senza mai dare.
Ora, ha ricordato Renzi, inizia la fase di programmazione dell’erogazione dei fondi europei al 2020: o i Paesi membri dell’Ue sono solidali e, oltre a prendere, riescono anche a dare, oppure i Paesi contributori, tra cui l’Italia, smetteranno di essere solidali. E poi vediamo come va a finire, ha minacciato Renzi in sostanza, a quanto trapela. Diversi Paesi dell’Europa Orientale ricevono cospicui fondi dall’Unione Europea, ma si rifiutano di accogliere i migranti. Pare che l’intervento del premier italiano sia stato particolarmente apprezzato dai Paesi membri dell’Ue da prima dell’allargamento. Renzi, al termine della cena del Consiglio Europeo, intorno alle 2.30 di giovedì notte, ha fatto il punto sullo stato delle trattative in seno al Consiglio: «Passi avanti, timidi, sull’immigrazione, qualche passo indietro sull’accordo inglese». Sull’intesa con la Gran Bretagna, ha concluso il premier, «sono sempre fiducioso, ma un po’ meno ottimista di quando sono entrato».
Il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha dichiarato sul tema dell’accordo tra Ue e Gran Bretagna sui termini di permanenza di quest’ultima nell’Unione: «Posso solo dire che abbiamo fatto qualche progresso, ma molto resta ancora da fare». (Adnkronos)

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