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Fondo immobiliare: il Pincio ci riprova

Fondo immobiliare: il Pincio ci riprova

Il Pincio sembra aver imboccato però un percorso mirato a non ripetere gli errori passati. Il dirigente stavolta ha infatti firmato almeno la determinazione dirigenziale con la quale si dà mandato all’advisor Asp Finance spa, per cui rimangono però tutti i dubbi circa le modalità di affidamento dell'incarico

CIVITAVECCHIA – L’amministrazione comunale, dopo il flop di fine anno del bando andato deserto, ci riprova con il fondo immobiliare. Stavolta, evidentemente dopo gli esposti e le interrogazioni della minoranza, gli uffici del Pincio sembrano aver imboccato un percorso mirato a non ripetere gli evidenti errori che hanno contribuito a non far assegnare il bando per la selezione della Sgr che dovrebbe costituire il fondo immobiliare del Comune nel 2015, facendo venire a mancare 3 milioni di euro sulla parte corrente del bilancio.

Il dirigente dei servizi finanziari Riccardo Rapalli, che è anche il responsabile del procedimento, stavolta ha infatti firmato almeno la determinazione dirigenziale con la quale si dà mandato all’advisor Asp Finance spa (lo stesso dell’anno scorso) di predisporre lo schema di avviso e di capitolato per la nuova selezione della Società di Gestione del Risparmio. L’anno scorso, infatti, Asp Finance operò semplicemente in base ad un verbale di intesa operativa in base alla quale veniva conferito un mandato mai – ad quanto risulterebbe – formalizzato con un atto del dirigente. Resta però quello che secondo la minoranza rimane il peccato originale di tutta la procedura: ossia l’affidamento all’advisor, non avvenuto tramite evidenza pubblica del Comune (andata deserta), ma facendo riferimento ad un accordo quadro del 2012 tra Comune e Fondazione Patrimonio Comune, con quest’ultima che il 22 maggio del 2015 presentò all’amministrazione comunale “il partner qualificato, advisor Asp Finance spa, dalla stessa selezionato con procedure di evidenza pubblica nell’interesse dei Comuni aderenti”.

Ora, il punto è proprio questo: può un soggetto che deve sovrintendere a tutta la procedura di selezione della Sgr e di costituzione del fondo ed al quale dovrà essere versato il 2% del valore di apporto dei beni immobili comunali (nel precedente bando stimato in circa 31 milioni di euro) non essere selezionato attraverso una procedura di evidenza pubblica da parte del Comune, ma venire “suggerito” da una fondazione che rimane comunque un soggetto privato? A poco sembra valere, in questo senso, l’obiezione, ribadita nella determinazione di Rapalli, che si tratterebbe di un importo, di oltre 600.000 euro, a carico del fondo, che comunque sarebbe un fondo del Comune di Civitavecchia, costituito con il patrimonio immobiliare del Comune stesso. Senza contare, al di là degli aspetti finanziari, pure del tutto evidenti, che l’advisor dovrebbe occuparsi di avviso e capitolato per la scelta della Sgr, che di fatto sarà poi la società che gestirà il patrimonio comunale. Un motivo in più per scegliere l’advisor stesso attraverso un bando, piuttosto che con una semplice firma in calce ad un verbale preconfezionato.

Anche nella fase di valutazione delle eventuali offerte, stavolta l’advisor avrà un ruolo non certo secondario: dopo aver costituito per il primo bando una commissione giudicatrice interna al Comune, quindi sulla carta non certo in possesso delle competenze specifiche per valutare una SGR o business plan molto complessi, stavolta – pur senza specificare se si potrà trattare nuovamente di una commissione interna piuttosto che di esperti del settore – il dirigente affida all’advisor anche il compito di supportare la Commissione, fornendo pareri, risposte a quesiti della commissione e l’attestazione circa la coerenza dei business plan presentati dai concorrenti. A questo punto, per “rimediare” al flop dell’anno scorso, non resta che vedere che modifiche potranno essere apportate anche all’avviso e al capitolato per evitare che non ci siano concorrenti in possesso dei requisiti richiesti anche questa volta.

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