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Manca Santori: salta l’iterrogazione sul Pit

Manca Santori: salta l’iterrogazione sul Pit

Dopo il furibondo attacco di Unità Democratica all’ex Pit. Il dottor Zaccagnino spiega i vantaggi della Casa della salute. Il presidente intende che l’interrogante abbia rinunciato alla discussione

di TONI MORETTI

CERVETERI – Ciò che in modo roboante passa per la “questione” PIT di Ladispoli, cosa ingarbugliata e piena di imprecisioni sollevata da “Unità Democratica” che si dice vicina al PD di Cerveteri viene rilanciata da una interrogazione al Presidente della giunta Nicola Zingaretti dal consigliere Regionale Fabrizio Santori all’epoca appartenente al gruppo misto ma molto vicino a “La Destra” . Dallo stralcio del verbale della seduta del 16 si evince che il presidente, constatata l’assenza dell’interrogante Santori, intende che abbia rinunciato. E così, dopo la stucchevole marcia indietro di Unità Democratica che pochi giorni dopo un furibondo attacco al Presidente Zingaretti e al Direttore Generale della ASL RM F dottor Quintavalle si cospargono il capo di cenere e recitano il mea culpa in una lettera aperta arrivando ad osannare il Governatore, e la rinuncia dell’interrogante Santori, fa pensare che da roboante caso, la cosa passi alla dimensione di “Arruffata Paesanata” priva di cognizione di causa e dovuta alla scarsa conoscenza del progetto generale. Succede quando pur scaltri animatori di polemiche, e Juri Marini, ex Pd perché espulso dal partito, ex “Coraggio Cerveteri” lista civica che non è riuscita a sfondare alle scorse amministrative, ora di nuovo Pd (riammesso?) e animatore di “Unità Democratica” in rotta di collisione col circolo, che non è privo di talento in tal senso, hanno una attività molto concitata. Nella speranza di contribuire a fare chiarezza, abbiamo voluto interessare il Dottor Pietro Zaccagnino Dirigente Medico Radiologo ASLRM4 che svolge la sua attività anche al PIT di Ladispoli, un operatore sul campo che forse più di altri conosce le dinamiche e le criticità del progetto. «La Casa della salute» – dice Zaccagnino – “è da intendersi come la sede pubblica dove trovano allocazione, in uno stesso spazio fisico, i servizi territoriali che erogano prestazioni sanitarie, ivi compresi gli ambulatori di Medicina Generale e Specialistica ambulatoriale, e sociali per una determinata e programmata porzione di popolazione. Da un punto di vista personale e lavorativo è una grande rivoluzione in quanto a differenza di un ospedale, la casa della salute è un modello di assistenza che si adatta e cresce insieme alle caratteristiche del territorio e non il contrario».

«Altre caratteristiche positive della casa della salute – spiega il dottore – sono l’interazione “sempre difficile” tra i medici di medicina generale e gli specialisti ambulatoriali o ospedalieri, non assisteremo più al peregrinare del paziente con impegnativa da uno specialista ad un altro.Dobbiamo entrare nell’idea che si sta assistendo ad una grande rivoluzione in ambito sanitario, e anche che la nostra popolazione è in continua crescita non solo demografica ma anche anagrafica, oltre ai dati noti, come in estate, si aggiungano i villeggianti ed i croceristi che sbarcano al porto di Civitavecchia e visitano i nostri territori. Le strutture che abbiamo sono poche ma con la creazione di percorsi individuali, il potenziamento delle strutture territoriali si può lasciare agli ospedali (Civitavecchia e Bracciano) la gestione delle vere emergenze».

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