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Ciò che mangi? Dipende dai geni

Secondo una ricerca canadese rischio obesità legato a mutazione

Secondo una ricerca canadese rischio obesità legato a mutazione

Quello che ci piace mangiare dipende dai nostri geni? Forse e almeno in parte sì, è la risposta di un gruppo di scienziati canadesi che hanno indagato alcune cause dell’obesità. Un team della McGill University ha infatti scoperto che per le bambine con una particolare mutazione genetica (Drd4 Vntr con 7 ripetizioni) l’elemento cruciale che influenza l’assunzione di grassi e il tipo di alimentazione è l’interazione tra il gene e l’ambiente socioeconomico dell’infanzia. Questo tipo di mutazione si trova in circa il 20% della popolazione ed è nota per essere associata con l’obesità, soprattutto nelle donne. Dal lavoro emerge che i maschi con la stessa variante non sono colpiti allo stesso modo dalla patologia. «Tra le bimbe cresciute nelle famiglie più povere, quelle con DRD4 con 7 ripetizioni hanno fatto registrare un consumo di grassi superiore rispetto alle coetanee con lo stesso background socioeconomico – spiega Laurette Dubé, autrice principale dello studio pubblicato su ‘Jama Pediatrics’ – Ma abbiamo anche scoperto che le bambine con la stessa variante del gene provenienti da famiglie più abbienti consumano meno grassi rispetto a piccole nelle stesse condizioni economiche. Questo suggerisce che il gene non agisce da solo, ma può rendere un individuo più sensibile alle condizioni ambientali, determinando la preferenza o meno del bambino per i grassi» e di conseguenza il rischio obesità. I ricercatori hanno usato i diari alimentari tenuti dai genitori di oltre 200 bambini canadesi di età media 4 anni. Hanno calcolato le percentuali di grassi, proteine e carboidrati ingeriti, misurando anche parametri come l’indice di massa corporea, e usando la saliva per capire chi era portatore della mutazione genetica. Hanno poi utilizzato il reddito familiare come parametro per misurare l’ambiente socioeconomico in cui è cresciuto il bimbo e alcuni marcatori indiretti della qualità del cibo, per esempio la presenza di fast food nel quartiere o la disponibilità di frutta e verdura nelle vicinanze.

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