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Banchine elettrificate, per Perello un'idea sorpassata

Banchine elettrificate, per Perello un'idea sorpassata

In discussione alla camera la mozione di Marietta Tidei. Ma il consigliere della Svolta sottolinea: "Il futuro è nel Gnl". E sollecita politica ed istituzioni a lavorare in sinergia per raggiungere l'obiettivo della realizzazione del terminal container a Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – Approda oggi in commissione Ambiente alla Camera la mozione presentata dall’onorevole del Pd Marietta Tidei che impegna il Governo, “al fine di ridurre le emissioni atmosferiche delle navi ormeggiate attraverso l’erogazione di elettricità da terra e di valorizzare la produzione di energia da fonti rinnovabili – si legge – ad adottare un piano nazionale di elettrificazione delle banchine portuali destinate al traffico commerciale e di passeggeri su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare finalizzato alla realizzazione di interventi di elettrificazione delle banchine portuali. A promuovere la stipulazione di appositi accordi di programma tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, le autorità portuali e le regioni per la realizzazione degli interventi contenuti nel piano nazionale”.

Secondo il consigliere comunela della Svolta Daniele Perello si va a discutere del nulla, in quanto la tematica sarebbe ormai superata. “Sull’elettrificazione delle banchine, si è parlato per anni, e per anni non si è mai fatto nulla – ha spiegato – oggi l’idea è superata, sia dal mercato che dalla vigente normativa europea, che sottolinea la sproporzionalità dei costi e chirisce esplicitamente che si possono elettrificare banchine fino al 2025, se vi è richiesta e domanda, includendo anche i costi ed i rischi ambientali. A Livorno a novembre 2015 è stata inaugurata la prima banchina elettrificata. Una banchina pensata male e realizzata peggio”. Perello ricorda in fatti che, per costi lievitati, assenza di domanda, potenza standard inferiore a quanta effettivamente ne servirebbe, problemi di collaudo, la banchina è rimasta in pratica inutilizzata.

“Il futuro delle navi e dell’abbattimento di inquinamento nei porti è attraverso il Gnl – ha aggiunto il consigliere della Svolta – questo spiega anche la politica europea ed internazionale sul metano. Costa Crociere sta costruendo navi a metano e la prima di 187 mila tonnellate a gas, sarà pronta tra poco. Anche Civitavecchia, sotto l’operato del presidente Monti, si vede protagonista in Europa con il progetto Poseidone Gane, finanziato da fondi europei. Chi parla ancora oggi di banchine elettrificate o non sa, o fa finta di non sapere. La politica non dovrebbe fare demagogia in questo, ma dovrebbe esser protagonista su queste scelte. Chi non crede alle mie parole può vedere andando a vedere la banchina di Livorno, oppure chiedendo a giuristi europei, o ad alte cariche dirigenziali in materia ambientale. La battaglia che la politica dovrebbe fare è per portare a Civitavecchia il progetto terminal container. In Europa, e per lo specifico in Italia, ci sono due progetti. Il terminale container nell’ex darsena grandi masse, a Civitavecchia, e il terminal Europa, nel porto di Livorno. Se ne farà uno, credo, perché mai ci saranno due terminal tanto rilevanti realizzati da privati in due porti così vicini. La presenza o meno del terminal non solo risolverebbe problemi occupazionali, ma si occuperebbe proprio della vita o della morte dell’economia portuale e della città. La politica locale e tutte le sue istituzioni – ha concluso Perello – dovrebbero combattere la battaglia per far costruire il terminal container nel porto di Civitavecchia, e non dando fumo negli occhi a chi non sa. Perché passare dai “fumi del porto”, al “fumo negli occhi al popolo”, la linea è sottile”.

A conclusione della discussione in Parlamento, Marietta Tidei ha sottolineato come sia stato registrato un orientamento positivo su questa questione. «Il tema – ha spiegato – sta riscontrando un grande attenzione in Parlamento, dove saranno auditi esperti della materia e dove si darà vita a una discussione costruttiva e responsabile. Ben venga anche l’uso del Gnl».

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