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L'interporto affittato a 24 mila euro l'anno

L'interporto affittato a 24 mila euro l'anno

I dati che emergono dalla consulenza richiesta per preparare l’asta sospesa nei giorni scorsi lasciano interdetti: a fronte di un valore di locazione di 1,7 milioni, la società fallita ha affittato alla Icpl, da essa posseduta al 100%, ad una cifra irrisoria

CIVITAVECCHIA – La gara per la cessione del ramo di azienda della società concessionaria dell’interporto è stata ufficalmente sospesa per verificare di nuovo il valore da mettere all’asta (circa 11,5 milioni), alla luce dell’atto transattivo che nel 2012 aveva portato a diminuire la durata della concessione.
In realtà, la decisione potrebbe essere stata presa anche alla luce di alcuni quesiti arrivati alla curatela fallimentare dopo la pubblicazione del bando.
Quanto emerge dal regolamento della procedura competitiva è inquietante: per pervenire alla determinazione del lavore del capitale economico di 11,5 milioni, il consulente tecnico rifacendosi al piano industriale ed al fatturato potenziale della struttura, conferma un valore locativo al metro quadrato di 46,20 euro, che moltiplicato per i 37.791 metri quadrati dell’interporto genera un reddito potenziale da affitto di 1,7 milioni di euro l’anno.

Si tratta di un parametro su cui poi vanno sicuramente svolte ulteriori considerazioni di carattere economico e finanziario, ma che non può non essere messo a confronto con il canone di affitto del ramo di azienda che attualmente la Icpl srl (la cosiddetta società ‘‘figlia’’ costituita nel 2014 dalla Interporto di Roma Piattaforma Logistica Civitavecchia srl, dichiarata fallita pochi mesi dopo,  che ne ha la proprietà del 100% del capitale) dovrebbe corrispondere all’azienda fallita.

Sempre nella stessa consulenza, si apprende infatti che “il 16 giugno 2015 (probabilmente si tratta di un refuso, dovrebbe infatti trattarsi del 2014) la società fallita ha stipulato un contratto di affitto di azienda con la Icpl srl, interamente posseduta come detto dalla fallita, con il quale è stato concesso in affitto il ramo di azienda di proprietà della società fallita concernente la gestione della piastra logistica di Civitavecchia, comprensiva dei capannoni, delle autorizzazioni e dei beni materiali per il corrispettivo annuale di 24.000 euro”. Insomma, prima del fallimento, la società ‘‘madre’’ è stata di fatto svuotata con l’affitto del ramo di azienda ad una società sempre di sua proprietà, con un canone, per tutto l’interporto, paragonabile a quello di un appartamento. Una operazione sicuramente discutibile, anche alla luce di quanto accaduto nei mesi successivi, con la dichiarazione di fallimento.

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