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Il parere ‘‘fantasma’’ di Catricalà

Il parere ‘‘fantasma’’ di Catricalà

POTERI FORTI. Nel ricorso al Tar della minoranza sull’accordo Enel, Cozzolino si è avvalso della consulenza del noto avvocato, che venne ‘‘silurato’’ proprio dal M5S come candidato alla Consulta. Dopo Scaroni, altra ‘‘contraddizione’’ grillina. Il Sindaco lo ha citato in Consiglio Comunale, ma non risulta traccia di alcun affidamento: perché l’ex magistrato avrebbe dovuto farlo a titolo ‘‘amichevole’’?

CIVITAVECCHIA – Enel, Scaroni e ora Antonio Catricalà. La ‘‘conversione’’ di Cozzolino & c. prosegue, continuando a chiedere aiuto a quelli che fino alla vigilia della campagna elettorale che ha portato i pentastellati a Palazzo del Pincio erano dispregiativamente definiti ‘‘poteri forti’’.

Nella sua ‘‘omelia’’ di fine consiglio comunale, il Sindaco, sventolando un pezzo di carta, aveva detto: 

«Vorrebbero farci modificare in Consiglio Comunale un atto di Giunta. Compiremmo un atto illegittimo, questo dice il Tuel, questo dice il Segretario Generale, e se non bastasse, questo dice un signore che si chiama Antonio Catricalà».

«Il signore in questione ci ha fornito il suo parere in materia avallando la nostra tesi. Magistrato del Consiglio di Stato, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Viceministro al Ministero dello Sviluppo Economico. Poi dimessosi dal Consiglio di Stato per fare l’avvocato. Secondo lui Enel fa una mossa scorretta, contro i principi della buona fede e della correttezza».

Questo quanto affermato all’aula Pucci dal Sindaco grillino Antonio Cozzolino.

Che, ancora una volta, non è propriamente in linea con il Movimento a livello nazionale, che nel settembre 2014, silurò definitivamente lo stesso Catricalà e le sue ambizioni di essere eletto alla Corte Costituzionale con un giudizio più che netto sull’ex magistrato del Consiglio di Stato, etichettato come «uno buono per tutte le stagioni e per tutti i partiti, purché ricompensato con una poltrona di pregio».

Ora, che lo stesso Catricalà sia chiamato per un parere al capezzale di una giunta grillina e ne venga letto dal Sindaco il curriculum vitae nell’aula consiliare, come esempio di massima autorità nel campo amministrativo, restituisce una valutazione un tantino diversa rispetto a quella del Movimento a livello nazionale.

Ma a far riflettere è soprattutto la dichiarazione dello stesso Cozzolino al Fatto quotidiano: «Ad essere sincero – ha dichiarato il primo cittadino – non ho neanche deciso io, ci siamo trovati nella possibilità di farlo», non aggiungendo altro nemmeno sull’eventuale costo del parere: «Non le rispondo – ha detto a Rocco Vazzana, non voglio dirle inesattezze». In realtà, forse il Sindaco non ha voluto rispondere perché dagli atti pubblicati sul sito del Comune non risulta alcun incarico a Catricalà o al suo studio legale.

Cosa o chi c’è dunque dietro un parere (a quanto pare) a titolo gratuito, da uno dei più prestigiosi (e quindi, probabilmente, anche costosi) studi professionali di Roma?

E a che eventualmente si dovrebbe un rapporto così stretto con una figura fino a ieri bersagliata dal Movimento a 5 Stelle? Interrogativi a cui Cozzolino, prima o poi, dovrà pur rispondere. Altrimenti, come sempre accade, saranno i fatti ad incaricarsene al suo posto.

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