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Interporto, storia di una morte annunciata

Interporto, storia di una morte annunciata

L'Ugl preoccupata dal silenzio attorno alla vicenda. Attig: "La tutela dei posti di lavoro dovrebbe essere il primo pensiero dell'amministrazione comunale". Ed invoca un intervento in autotutela da parte del Comune

CIVITAVECCHIA – Parla della cronaca di una morte annunciata la segretaria confederale dell’Ugl Fabiana Attig, riferendosi alla vicenda dell’interporto. “Purtroppo constatiamo uno strano silenzio – ha spiegato – la tutela dei posti di lavoro, 48 famiglie, dovrebbe essere il primo pensiero dell’amministrazione Comunale. La mancanza di intervento in autotutela da parte del Comune non lascia presagire nulla di buono, contrariamente prevediamo l’ennesima crisi aziendale per indolenza da parte del Sindaco”.

Non è la prima volta che l’Ugl interviene sulla vicenda, dicendosi fortemente preoccupata per il mancato rilancio della Piattaforma Logistica.
“I lavoratori impiegati nella struttura dell’interporto hanno il diritto di essere tutelati e messi in sicurezza da un futuro molto incerto, prima che avvenga tra qualche mese l’irreparabile – ha aggiunto Attig – quanto è apparso nei giorni scorsi sui media locali sulla sospensione della procedura d’asta per anomalie circa la cessione di ramo d’azienda della Icpl Srl, fallita nel dicembre 2014, ad un’altra società amministrata dallo stesso soggetto fallito, ad un prezzo irrisorio di 24 mila euro è veramente sconcertante se non grottesco se paragonato ad un reddito potenziale da affitto di 1,7 milioni di euro l’anno. Cessione  di cui non si è ancora capito se sia avvenuta a titolo gratuito o con effettivo versamento. Questa piccolissima “anomalia” se fosse accertata, sarebbe più che sufficiente per configurare e fondare l’accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale ai danni del Comune. Perché allora non intervenire subito? – si chiede il segretario confederale – perché non avviare la procedura di decadenza della concessione? Non si comprendono le ragioni per cui il Sindaco non metta la parola fine questa sorta di speculazione attivata attraverso la creazione di scatole vuote pronte a fallire ogni 6 mesi. Una Piattaforma Logistica il cui enorme potenziale non è  mai stato messo in campo e mai sfruttato. Proprio grazie alla Icpl. Oggi potremmo stare a parlare di incremento occupazionale a tre cifre, invece che di tutele, fallimenti e aste. Oramai l’intera vicenda è talmente ovvia nel suo epilogo che solo la decadenza della concessione in autotutela può salvaguardare tutti i livelli occupazionali. Il Sindaco deve pretendere chiarezza e verità da parte dei suoi uffici, sgombrando il campo da partigianerie dettate da vincoli di parentela. L’esperienza catastrofica della Privilege, sia da esempio e faccia riflettere tutti. Non è con artifici e raggiri o scatole cinesi – ha concluso Attig – che si diventa imprenditori. Creare sviluppo è uno dei primi doveri di un amministrazione comunale, tutelare i diritti dei lavoratori sono ancora prerogative sindacali tanto più se questi vengono utilizzati come scudo per pratiche poco chiare”.

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