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Cara: scendono in campo le donne

Cara: scendono in campo le donne

Alla luce del dibattito nato sulla questione del centro richiedenti asilo alla ex caserma De Carolis, nasce l'associazione culturale "Plurale femminile"

CIVITAVECCHIA – Si chiama “Plurale femminile” ed è la nuova associazione culturale nata in città per affrontare in modo più ampio e condiviso possibile il tema dell’accoglienza e dell’immigrazione. La questione della realizzazione del centro di accoglienza per richiedenti asilo alla ex caserma De Carolis è un tema caldo, che fa discutere, anche in modo acceso, la città, divisa sulla questione. E così questo gruppo di donne, con le loro diverse esperienze alle spalle, si è unito in associazione “per la necessità – hanno spiegato – di generare un ampio confronto politico e riflessione serrata non più procrastinabile, considerata la poca attenzione fino ad ora rivolta a questo tema, così centrale invece ora nel Paese”.

“Plurale femminile” nasce quindi dalla volontà di alcune donne, attive in diversi ambiti del territorio, convinte che, al di là delle posizioni politiche e le collocazioni partitiche di ciascuna, si possano creare elaborazione e una riflessione serrate. Partire dall’universo femminile, ma declinando il  presente secondo prospettive e approcci diversi e originali.

“Organismi  istituzionali e associazioni di volontariato, come anche le imprese e la cooperazione, vedono attive le donne come protagoniste in tema di sostenibilità, produzione alimentare – hanno aggiunto – politica, tradizione, tecnologia, antichi e nuovi saperi,  diritti umani e sociali e per la salvaguardia delle risorse del pianeta. L’associazione intende ripartire dalla testimonianza di chi opera per la valorizzazione delle specificità, nell’ottica di armonia, reciprocità  e rispetto. L’intenzione è di promuovere attivamente progetti che affrontano il tema dei diritti secondo una prospettiva composita: parlando di donne e lavoro, informazione, rappresentanza, salute, parità, violenza, espressione, cittadinanza, terrorismo e immigrazione”.

Intende inoltre promuovere autori e autrici che attraverso letteratura, arte, fotografia, cinema, scultura e musica, cercano di narrare il presente. Ma anche di riconoscere e promulgare le esperienze delle donne che affermano e difendono il proprio diritto alla salute nel quotidiano, nel lavoro, nella sfera privata e che esprimono il proprio punto di vista rispetto a questo grande tema.

“Per questo- hanno concluso – il tema dell’immigrazione e dell’accoglienza non può che divenire centrale in questo momento nella nostra città”.

L’associazione è aperta a tutte coloro che vogliono dare il proprio contributo o aderire a questo appello. Per info: [email protected]

Aderiscono all’appello
Giuliana Buzzi, Bia Cabral, Patrizia Cappelli, Annamaria Ceccacci, Chiara Ceccarelli, Carla Celani, Michela Corinti, Valentina Di Gennaro, Fabiana Fochetti, Carla Fulvi, Catia Galatolo, Bruna Luce, Consuelo Marri, Emanuela Mocci, Francesca Pallassini, Marina Pergolesi, Claudia Pescatori, Valeria Porro, Donatella Sena, Silvia Serrau, Anna Simonetto, Marietta Tidei, Valentina Tremi Proietti

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