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In trecento alla marcia contro Cupinoro

In trecento alla marcia contro Cupinoro

di DANILA TOZZI

 

LADISPOLI- Chi dice duecento, chi dice trecento: come sempre in questi casi anche le cifre sono ballerine ma aiutano a capire comunque una realtà. Che in tanti, oggi  pomeriggio dal piazzale Roma della stazione ferroviaria dove era stata fissata la partenza, hanno sentito il dovere di scendere in piazza in un lungo (e colorato di striscioni) corteo, per sfilare pacificamente su viale Italia per approdare poi a piazza Rossellini, dove dopo poco più di un’ora la manifestazione si è conclusa. Nonostante il freddo pungente e la pioggia imminente il tema era caldo, anzi caldissimo anche perché ancora non si sa bene la soluzione finale. I cittadini di Cerveteri, Ladispoli, Civitavecchia però hanno sentito il bisogno di andare uniti verso un unico obiettivo: quello di evitare che Cupinoro riapra, a prescindere dall’uso che Regione e altri enti indicano. Alla testa del corteo con tanto di fascia tricolore, in rappresentanza dei propri comuni il vicensindaco di Ladispoli Giorgio Lauria e l’assessore all’ambiente di Cerveteri Elena Gubetti; presente anche l’assessore all’ambiente della città portuale Manuedda. E poi rappresentanti politici come Silvia Marongiu e tanti simpatizzanti e iscritti a un variegato numero di associazioni ambientaliste (Terrattiva), comitati, (Comitato per il risanamento ambientale di Guidonia tanto per citarne solo alcuni), pronti a ribadire ancora una volta un secco “NO ALLA RIAPERTURA DI CUPINORO” per salvaguardare la salute propria e dei propri figli. C’erano mamme, bambini in passeggino, anziani, giovani, volontari delle associazioni, molte persone: nessuno disposto a cedere su questo punto. La volontà con questo corteo di far sapere a chi di dovere che i cittadini sono avvertiti e non intendono cedere. Dunque un segnale perché nelle stanze del potere ne tengano conto. Questo era quello che volevano dimostrare. Una situazione che certo prima o poi dovrà trovare una giusta soluzione visto che i rifiuti devono essere smaltiti in qualche modo e la differenziata non può essere la panacea di tutti i mali.

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