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L’ultima occasione per la politica

L’ultima occasione per la politica

Sono anni che se ne parla, anni che aleggia lo spettro di una trasformazione del Centro Chimico. Anni che di tanto in tanto qualcuno tira fuori la storia dell’ossidatore termico, soprattutto in campagna elettorale. Pochi i politici (forse uno solo) che hanno dedicato tempo e atti nel tentativo di scongiurare il rischio di un incremento dei fattori inquinanti sul territorio, visto che la trasformazione del Centro Chimico porterebbe proprio in questa direzione. C’è stato e c’è ancora qualche lupo che per agitare il popolo si traveste da agnello, non avendo i necessari attributi per dire chiaramente «della salute dei cittadini non me ne frega niente e per me Civitavecchia può anche essere distrutta». Adesso, dopo la visita di Alessandro Manuedda e Marta Grande al Centro Chimico, scopriamo che l’iter non si è mai fermato e che tra quattro anni avremo l’ossidatore termico. Tra l’altro in un centro militare, aspetto che trasformerebbe la delibera del consiglio comunale numero 110 del 2003 in carta igienica. I cittadini questa volta alzano la voce: comprendono bene il rischio per la loro salute e sono pronti a farsi  sentire  in maniera chiara e incisiva, per contrastare l’ennesima scelta piovuta dall’alto. Arrivata da Roma, la città eterna, degli eterni magna manga, quelli che quando hanno bisogno di voti si appoggiano puntualmente al lacchè di turno che a Civitavecchia non è difficile reperire e poi spariscono nel nulla, lasciando i poveri fessi ostaggi volontari di promesse per allocchi. Quattro anni sembrano tanti, ma non lo sono. Dire no, adesso,  all’ossidatore termico al Centro Chimico di Santa Lucia non è cosa semplice, soprattutto per dei cittadini stanchi di difendere da soli la loro salute e quella delle future generazioni. Qualcuno dovrebbe fare la propria parte in questa battaglia, a cominciare dal sindaco Antonio Cozzolino. Il primo cittadino ha il dovere di scendere in piazza a protestare munito di fascia tricolore, per questo è stato eletto, per tutelare la sua gente. I due consiglieri regionali, Gino De Paolis (Sel) e Devid Porrello (M5S), riprendano in mano i loro atti e facciano le barricate per scongiurare questo triste  déjà-vu.  Ma soprattutto le parlamentari del territorio, Marietta Tidei, per una volta (una sola) dimostrino affetto – con i fatti – alla loro città, presentando magari un atto parlamentare insieme che porti in una direzione diversa.  L’ossidatore termico al Centro Chimico di Santa Lucia sarà  il terreno impervio per una nuova battaglia dei cittadini, ma sarà anche un banco di prova per i nostri politici. Questa volta non si può giocare sulle cifre del carbone bruciato: sarà il risultato finale ad assegnare a ciascuno il ruolo che merita. 
Fa.Mar.  

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