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Stipendi a rischio al Consorzio di bonifica

Stipendi a rischio al Consorzio di bonifica

I sindacati Fa-Cisl, Flai-Cgil e Filb-Uil, per voce di Pancotto, Lopis e Fanucci, lanciano l’allarme. «Grave situazione economica dell’ente: mancano due milioni di euro»

TARQUINIA – Allarme rosso al consorzio di bonifica. I rappresentanti sindacali Mario Pancotto della Fa-Cisl, Massimo Lopis della Flai-Cgil e Roberto Fanucci Filb-Uil con una nota congiunta esprimono tutta la preoccupazione per un futuro che non sembra roseo. A rischio il pagamento degli stipendi. «Le soprascritte rappresentanze sindacali aziendali del Consorzio di Bonifica di Tarquinia sono preoccupate per la pericolosa e grave situazione economica dell’ente relativamente alle somme mai riscosse dei ruoli irrigui consortili. La morosità è dilagante, il piatto piange di circa due milioni di euro e questa constatazione rischia di portare alla totale paralisi delle attività del Consorzio con danni incalcolabili all’agricoltura tarquiniese e, non meno importante, al mancato pagamento degli stipendi e dei contributi previdenziali”. Mentre oltre mille utenti risultano morosi con crediti mai riscossi che risalgono anche al 2012, i debiti verso i fornitori crescono ed il rischio paralisi sembra essere concreto. In questo clima di incertezza che sembra essere sempre più dilagante, gli addetti del consorzio, in collaborazione con il servizio di vigilanza stanno provvedendo alla chiusura degli idranti per i morosi. I rappresentanti sindacali tirano in ballo anche le sigle del mondo agricolo. «Per quanto sopra esposto i rappresentanti dei lavoratori domandano: dove sono i sindacati di categoria (Coldiretti, Cia, Confagricoltura) che a luglio 2014 si erano impegnati a far sì che i propri associati ripianassero la loro posizione debitoria? Come tutelano al loro interno quegli iscritti che da sempre e sicuramente con grande sacrificio, onorano gli impegni con il Consorzio? In questa situazione di totale incertezza solo la professionalità e la voglia di andare avanti di tutti i dipendenti hanno permesso al Consorzio di riuscire a garantire il servizio dovuto».

F.F.

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