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''L’Hotel Miramare sarà un’impresa sociale per i pellegrini che si recano a Roma''

''L’Hotel Miramare sarà un’impresa sociale per i pellegrini che si recano a Roma''

Il governatore della Misericordia Giulio D’Orinzi fa chiarezza

S. MARINELLA – Sulla bella iniziativa intrapresa dalla Misericordia, di destinare il vecchio albergo Miramare, in una struttura ricettiva a disposizione dei pellegrini che si recano a Roma per l’anno Santo o per quelle famiglie che con pochi soldi intendono visitare la nostra città durante le vacanze invernali o in estate, sembra siano sorti dei malumori, in quegli ambienti che poco hanno a che vedere con la necessità di riportare in vita quelle attività turistiche che, negli anni della dolce Vita, hanno visto Santa Marinella ospitare migliaia di turisti. Irritato della piega che ha preso la vicenda, il governatore della Misericordia Giulio D’Orinzi ha deciso di convocare una conferenza stampa per spiegare l’iniziativa della Confraternita. «Noi – dice D’Orinzi – ci occupiamo di emergenza sanitaria e svolgiamo altri servizi sociali, sia su richiesta dei privati cittadini sia per conto di altri Enti come ad esempio lo sportello d’ascolto che gestiamo a titolo gratuito. Quest’anno, confortati dalle direttive della Casa Madre, abbiamo avuto l’idea di svolgere attività in favore dei nostri associati in Italia e all’estero, che volessero venire in occasione dell’anno giubilare della Misericordia, e mettere a disposizione una struttura a prezzi sostenibili, tenendo conto che, come onlus, non abbiamo finalità di lucro. Questa attività la continueremo anche al termine dell’anno santo, trasformando l’albergo in foresteria o in casa vacanze, per coloro che sono affiliati alla confraternita o a delle associazioni benefiche, che vogliono trascorrere qualche giornata in città o a famiglie dei pazienti che sono ospiti delle strutture sanitarie di S. Marinella». Secondo D’Orinzi, la struttura ricettiva non sarà un hotel di lusso ma non sarà neppure un ostello per la gioventù come è stato detto da qualche gruppo politico. «Non ci sarà alcun cambio di destinazione d’uso, come qualcuno ipotizzava, per farlo divenire un centro di accoglienza per gli immigrati – conclude D’Orinzi – si tratterà invece di una attività svolta come imprenditoria sociale. Abbiamo stabilito con i proprietari una forma contrattuale di locazione di immobile, i cui costi per tutte le opere di adeguamento alla normativa vigente, siano a nostro carico. Se riusciremo, a dare oltre all’accoglienza anche qualche posto di lavoro, avremo vinto la scommessa».

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