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Giardini pubblici nel degrado

Giardini pubblici nel degrado

Carlo Cammilletti (Fontana Tonna) apprezza la videosorveglianza ma chiede la manutenzione

di GLORIA TROTTI

ALLUMIERE – «Dopo tante lamentele da parte di molti residenti e dopo aver verificato personalmente il degrado dei giardini pubblici di Allumiere, abbiamo presentato e protocollato alcuni suggerimenti per migliorare la condizione degli stessi, sia sotto il punto di vista igienico (escrementi di animali) che della sicurezza (giochi fatiscenti)». Ad esprimersi così il consigliere comunale di opposizione Carlo Cammilletti (Fontana Tonna), il quale a nome del suo gruppo spiega: «Le telecamere per videosorveglianza rappresentano la scelta estrema: è il punto di non ritorno di una collettività paesana che ha perso il proprio senso civico, il rispetto e l’appartenenza nei confronti del paese stesso che non può essere sbandierata soltanto nelle situazioni allegoriche come il Palio ma che si deve esercitare anche nel quotidiano. Non sappiamo più badare a noi stessi e così lo faranno le telecamere; pur non potendo biasimare completamente questa scelta perchè riteniamo sia giusto che chi crea problemi debba essere individuato per pagare personalmente il danno, ma vogliamo essere costruttivi e abbiamo proposto misure alternative che porterebbero miglioramenti nell’immediato». Per quanto concerne il giardino di via Basoli Cammilletti evidenzia che è in pessime condizioni ma «può essere recuperato se i cancelli vengono muniti di un chiudicancello a molla e di una rete a maglie per evitare l’intrusione di cani randagi; ciò eviterebbe che i bambini piccoli nel giardino, trovando il cancello aperto, abbiano la possibilità di uscire se non con l’aiuto di un adulto. I giochi rotti dovrebbero essere immediatamente aggiustati o confinati, per evitare che i bambini si facciano male. In ogni giardino di Allumiere sono necessarie manutenzioni ordinarie e straordinarie che non possono essere risolte da una videosorvegianza che sicuramente aiuta ad allontanare i vandali ma non risistema i danni, spesso riconducibili a usura o a condizioni meteo estreme”.

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