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Inceneritore, il no della politica

Inceneritore, il no della politica

Il Pd esprime piena contrarietà alla realizzazione dell'ossidatore termico per la distruzione di armi chimiche e chiede l'intervento anche dell'assessore Buschini. Anche Idv e Psi bocciano il progetto

CIVITAVECCHIA – L’ipotesi dell’inceneritore al centro chimico di Santa Lucia continua a far registrare pareri negativi da parte delle forze politiche locali. Il partito democratico esprime una chiara contrarietà alla realizzazione di un ossidatore termico per la distruzione delle armi chimiche. “Sono anni che si paventa questa nuova aggressione al nostro ambiente, già abbondantemente provato da decenni di inquinanti di ogni genere, e, da sempre, il nostro partito si è espresso in tal senso – hanno ricordato dal partito – durante la scorsa amministrazione di centrosinistra c’è stato un voto contrario ad ogni ipotesi di incenerimento sul nostro territorio e la nostra parlamentare Marietta Tidei, ha annunciato, in queste ore, una interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa Pinotti, in merito al progetto di questione”. Il partito ricorda anche che, a febbraio del 2014, il consiglio regionale del Lazio ha approvato all’unanimità una mozione, a firma De Paolis (Sel) e Vincenzi (Pd), che impegna la Giunta ad attivarsi “contro ogni ipotesi di incenerimento di qualsiasi rifiuto” nel Centro tecnico logistico interforze Nbc di Santa Lucia di Civitavecchia. “È ferma intenzione del nostro partito- hanno aggiunto –  far intervenire sulla vicenda, pertanto, anche l’assessore all’Ambiente della Regione Lazio Mauro Buschini e, se necessario, il Ministro all’Ambiente Gianluca Galletti, per far sentire la nostra totale contrarietà e ricordare alla Difesa che, senza l’approvazione della comunità, nessuna altra fonte inquinante può essere tollerata a Civitavecchia. Su questo tema la città deve fare fronte comune, al di là degli schieramenti politici, arrivando, se necessario, ad una mobilitazione dei cittadini. Nel frattempo ci aspettiamo che l’Assessore all’Ambiente Manuedda operi per far giungere, una volta tanto, una sola voce, in rappresentanza degli interessi della nostra comunità. Noi mettiamo a disposizione, in tal senso, i vari livelli del nostro partito”.

“Civitavecchia ha pagato duramente il suo ruolo di polo della produzione energetica. A questo si sono affiancati e si affiancano l’inquinamento portuale, la situazione dell’amianto, la produzione cementizia. Ora si parla di un inceneritore nel centro chimico, eventualità che sarebbe disastrosa per la nostra salute”. Questo quanto dichiarato dal Psi di Civitavecchia. “La situazione di Civitavecchia è già compromessa e non possiamo permetterci di gettare olio bollente sulle nostre ferite – hanno aggiunto dal partito – per questo saremo in prima fila in quella che è una battaglia di civiltà. Questo senza dimenticare che, oltre all’inceneritore, sono tanti i fronti aperti su cui agire. Non vogliamo che una giusta battaglia unitaria contro l’inceneritore al centro chimico, che deve coinvolgere tutte le forze politiche, i movimenti e la società civile, si tramuti in un lasciapassare per l’inquinamento portuale e quello relativo alla produzione energetica, né vogliamo che diventi una “operazione simpatia” finalizzata a far rientrare dalla finestra gli ex “ambientalisti” troppo inclini a dimenticare i “soldi sporchi di sangue” di Enel. I socialisti di Civitavecchia vogliono una lotta globale per la salute. Per questo dicono no all’inceneritore, no alla presenza dell’amianto sul territorio, chiedono l’elettrificazione delle banchine del porto e vogliono una diminuzione della potenza delle centrali elettriche”.

“In una città martoriata da servitù ambientali che pesano come macigni sulla salute dei suoi cittadini, causa prima di un triste e funereo primato per una città  che in Italia vanta il più alto tasso di morte per neoplasie ai tessuti molli, l’aggiunta di un “ossidatore termico”, termine elegante per dire inceneritore, non fa che aggravare la situazione”. È quanto hanno aggiunto dall’Idv. “Qualunque chimico sa che la combustione è un processo di ossidazione nel quale si consuma ossigeno e si libera anidride carbonica in gran quantità, più una gran parte di sotto prodotti della stessa fortemente distruttivi per ogni forma di vita – hanno spiegato – sulla città incombe una ciminiera alta oltre 300 metri che ci ricorda quotidianamente il nostro essere aleatori su questa terra, le navi con le ciminiere che in fase di partenza “gassano” tutti gli abitanti del centro, il traffico veicolare che offende e violenta ogni angolo del territorio e infine le caldaie per  il riscaldamento che esalano i loro tiepidi aliti di morte. Per oltre 50 anni siamo stati avvolti da polveri di amianto provenienti da fabbriche che ormai giacciono come dinosauri adagiati nella parte più centrale è visibile della città. Come Idv – hanno concluso – diciamo basta, i nostri cittadini da quattro generazioni sopportano la morte in cambio di un pezzo di pane, è ora di invertire questo vile ricatto condotto da multinazionali e poteri forti contro la salute dei nostri figli e nipoti. Per questo chiediamo a Sindaco ed Assessore all’Ambiente un secco e deciso no a ulteriori insediamenti che configurino un processo di combustione come core business”.

Maurizio Marrale

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