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Merci, servizi ed automotive: ecco i driver di sviluppo

Merci, servizi ed automotive: ecco i driver di sviluppo

CIVITAVECCHIA – Tre principali driver di sviluppo per fare di Civitavecchia la città-porto dell’area metropolitana di Roma: merci, logistica e servizi passeggeri, automotive. Un piano strategico che punta sulla ‘‘economia del mare’’, uno dei macro progetti di Unindustria che può costituire una leva fondamentale per il rilancio dell’imprenditorialità laziale e, conseguentemente, del mercato del lavoro. Un percorso di azioni congiunte e sinergiche tra Unindustria e gli enti pubblici di riferimento, quali l’Autorità portuale e il Comune di Civitavecchia, per massimizzare le possibilità di sviluppo dell’area vasta. Opportunità e numeri racchiusi nello studio commissionato alla società Kpmg. Si parte dai record nelle crociere, con un 2016 che farà segnare un traffico pari a 2,3 milioni di passeggeri (+6% rispetto al 2014) e dal traffico auto Fca per l’America per sottolineare la necessità di trovare ulteriori spazi rispetto a quelli attualmente utilizzati. La zona retroportale rappresenta un tesoro per il territorio. La logistica delle merci, in un futuro anno medio a regime potrebbe avere, secondo lo studio, un impatto diretto di fatturato con 33 milioni di euro e 151 addetti e un impatto indiretto con un fatturato di quasi 51 milioni di euro e 175 addetti. L’Automotive potrebbe aumentare il fatturato nell’impatto diretto dai 26 milioni attuali a 29, con 73 addetti invece di 66, e nell’impatto indiretto da 31 a 43 milioni di euro con 109 addetti invece di 79. In tutto questo si inserisce anche il progetto della zona franca o economica speciale che garantirebbero il rilancio concreto del retroporto.

Davide Perticara

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